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	<title>Gilberto Romboli</title>
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	<description>Sviluppo sostenibile: l&#039;ottimismo del cambiamento</description>
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		<title>Il vero scopo della scienza economica</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 07:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La caratteristica delle teorie economiche è quella di fornire un modello del funzionamento dell&#8217;economia praticata. Rare sono le teorie economiche che hanno proposto una visione alternativa che consentisse di sanare gli squilibri del sistema capitalista. Il compito della scienza fisica &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/04/17/il-vero-scopo-della-scienza-economica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La caratteristica delle teorie economiche è quella di fornire un modello del funzionamento dell&#8217;economia praticata.</p>
<p>Rare sono le teorie economiche che hanno proposto una visione alternativa che consentisse di sanare gli squilibri del sistema capitalista.</p>
<p>Il compito della scienza fisica è quello di studiare e dare i modelli di una realtà data, la scienza economica dovrebbe avere il compito di fornire modelli che migliorino la vita dell&#8217;uomo, alla politica il coraggio di applicarli adattandoli ai risultati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I principali postulati della teoria economica neoclassica</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 12:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con &#8220;economia neoclassica&#8221; si intende comunemente la teoria economica canonica. Entro questa categoria si racchiude la teoria economica delle scuole keynesiana, monetarista ed altre ancora in cui si divede il pensiero economica contemporaneo. I principali postulati dell&#8217;economia neoclassica sono: il &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/04/03/i-principali-postulati-della-teoria-economica-neoclassica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con &#8220;economia neoclassica&#8221; si intende comunemente la teoria economica canonica. Entro questa categoria si racchiude la teoria economica delle scuole keynesiana, monetarista ed altre ancora in cui si divede il pensiero economica contemporaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">I principali postulati dell&#8217;economia neoclassica sono:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">il principio dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;">individualismo metodologico</span> (il metodo dell&#8217;attore razionale), secondo il quale gli attori economici sono generalmente individui razionali ed egoisti;</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">la scarsità</span>. Secondo questo principio di base in un mondo in cui tutto è scarso, devono essere compiute delle scelte. La teoria economica è la scienza  che guida gli individui nella allocazione  efficiente di risorse scarse a fini alternativi e spesso ugualmente desiderabili;</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">il costo opportunità</span>: ogni scelta ha un costo, scegliendo una cosa obbligatoriamente se ne tralascia un&#8217;altra.</li>
<li style="text-align: justify;">Il  <span style="text-decoration: underline;">mercato</span> è come una macchina ben funzionante che si autoregola e si autocorregge, governata da leggi oggettive e principi universali;</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">allocazione ottimale delle risorse</span>: questo concetto conduce alla conclusione che il sistema del libero mercato sotto determinate circostanze ed ipotesi, come la completa informazione e la concorrenza non oligopolistica, porta ad una allocazione ottimale delle risorse date;</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">la legge della domanda</span>: è la legge più importante tra quelle che guidano o governano l&#8217;economia: essa afferma che gli individui acquisteranno quantità maggiori di un bene se il prezzo relativo scende e viceversa. Stessa dimanoica con l&#8217;aumento dei redditi. La teoria economica classica ipotizza che i mercati, almeno nel lungo periodo, tendono verso un equilibrio in cui l&#8217;offerta corrisponde alla domanda.</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">armonia degli interessi:</span> questa ipotesi normativa dell&#8217;economia è che lo scopo della attività economica sia incrementare il benessere del consumatore individuale e massimizzare la ricchezza globale. La dottrina ipotizza che se il mercato è lasciato a se stesso i prezzi sono corretti e le risorse saranno impiegate in modo efficiente e nel lungo periodo il benessere di ciascuno crescerà.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Queste convinzioni portano a dire che lo stato non dovrebbe intervenire nell&#8217;economia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le regole economiche non sono uguali per tutte le imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[teoria dell'economia locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprese si comportano diversamente in funzione delle loro dimensioni, le dimensioni introducono bisogni, dinamiche e modalità operative diverse. Ritenere che una impresa multinazionale affronti il mercato  come una media impresa è un falso, sarebbe come dire che gli USA &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/03/31/le-regole-economiche-non-sono-uguali-per-tutte-le-imprese/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le imprese si comportano diversamente in funzione delle loro dimensioni, le dimensioni introducono bisogni, dinamiche e modalità operative diverse. Ritenere che una impresa multinazionale affronti il mercato  come una media impresa è un falso, sarebbe come dire che gli USA hanno gli stessi approcci alla politica internazionale di quelli che potrebbe mettere in campo l&#8217;Italia, insomma un paradosso.</p>
<p>Le imprese multinazionali o locali potrebbero avere gli stessi comportamenti rispetto al mercato solo se le regole che lo governano fossero identiche per entrambi i competitori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il gioco truccato della economia globale. L&#8217;uscita dalla crisi passa per un modello commerciale locale.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 15:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello economico globale è stato talmente pervasivo che anche i beni primari quali i prodotti alimentari, i prodotti artigianali e tutti quei prodotti a basso contenuto tecnologico che potevano (e dovevano) essere prodotti localmente sono stati globalizzati. Il più &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/03/27/il-gioco-truccato-della-economia-globale-luscita-dalla-crisi-passa-per-un-modello-commerciale-locale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il modello economico globale è stato talmente pervasivo che anche i beni primari quali i prodotti alimentari, i prodotti artigianali e tutti quei prodotti a basso contenuto tecnologico che potevano (e dovevano) essere prodotti localmente sono stati globalizzati.</p>
<p>Il più piccolo negozio di alimentari come la più provinciale delle mercerie offrono prodotti realizzati a migliaia di chilometri da loro. Gli stessi agricoltori coltivano per il mercato globale, piantano e raccolgono prodotti che non vanno al mercato locale.</p>
<p>Così accade che le scarpe vengano prodotte nei paesi asiatici, i prodotti agricoli fanno il giro di mezza europa (quando va bene) prima di arrivare alla grande distribuzione organizzata.</p>
<p>Accade così che il modello economico globale esercita una concorrenza sleale, quella delle grandi imprese verso le medie e piccole, infatti chi ha a disposizione molti capitali e commercializza alti volumi di prodotto ha tutto il vantaggio di delocalizzare la propria produzione mentre le piccole e medie imprese producono a costi più alti anche delocalizzando.</p>
<p>L&#8217;economia globale rende evidente che la concorrenza non viene esercitata in condizioni di parità. Il gioco è truccato.</p>
<p>Il risultato è che i produttori di medie e piccole dimensioni si impoveriscono progressivamente.</p>
<p>Occorre rivedere il modello produttivo a partire dal modello commerciale il quale deve essere locale dove il produttore è direttamente in contatto con l&#8217;utilizzatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La dislocazione degli investimenti produttivi determina la riduzione dei risparmi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 20:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria economica mette in relazione diretta il risparmio con gli investimenti, in una sorta di equilibrio tra loro  il loro rapporto influisce sulla stabilità dei prezzi. Con la globalizzazione dell&#8217;economia gli investimenti si disancorano geograficamente dai risparmi. Gli investimenti &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/03/12/la-dislocazione-degli-investimenti-produttivi-produce-la-riduzione-dei-risparmi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La teoria economica mette in relazione diretta il risparmio con gli investimenti, in una sorta di equilibrio tra loro  il loro rapporto influisce sulla stabilità dei prezzi.</p>
<p>Con la globalizzazione dell&#8217;economia gli investimenti si disancorano geograficamente dai risparmi. Gli investimenti strumentali avvengono nelle aree in cui  si trova lavoro a basso costo mentre in Europa e negli Stati Uniti gli investimenti delle aziende diventano immateriali e  le crisi del sistema minano la basi del lavoro immateriale (pertanto precario) e quindi il risparmio.</p>
<p>Disancorare i mercati in cui si investe da quelli in cui i prodotti si commercializzano ha come conseguenza la concentrazione della ricchezza in mano a pochi. I lavoratori occidentali sono destinati progressivamente a impoverirsi in seguito alla delocalizzazione produttiva  mentre le imprese multinazionali limitano i danni diversificando la loro presenza in vari paesi.</p>
<p>Per ripristinare il rapporto corretto tra investimenti e risparmio la via percorribile è quella di operare, dove possibile, in una scala economica locale dove la distanza tra chi investe e chi risparmia è molto breve.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le basi dell&#8217;economia locale: la piena occupazione e la solidarietà</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 18:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; evidente come qualsiasi modello economico sottenda ad una visione della società. L&#8217;economia è l&#8217;artefice dello stato di benessere degli uomini e come tale la politica non può abdicare ad intervenire sulle regole economiche in modo tale che questa venga &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/03/07/le-basi-delleconomia-locale-la-piena-occupazione-e-la-solidarieta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; evidente come qualsiasi modello economico sottenda ad una visione della società. L&#8217;economia è l&#8217;artefice dello stato di benessere degli uomini e come tale la politica non può abdicare ad intervenire sulle regole economiche in modo tale che questa venga indirizzata verso un fine riconosciuto come universalmente giusto.</p>
<p>Keynes individuava questo fine  nella piena occupazione, certamente si tratta di un obiettivo condivisibile universalmente a cui occorre associare processi solidali in contrapposizione alla concorrenza, la quale, come dimostreremo, è  solo un falso regolatore del mercato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il fotovoltaico risorsa finanziaria ma non industriale</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2011/01/21/il-fotovoltaico-risorsa-finanziaria-ma-non-industriale/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 14:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[green economy]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho partecipato allo sviluppo del progetto Energia Solare Gigante Srl. Si tratta di una società di scopo che detenendo il diritto di superficie di un grande capannone in Forlì ha installato un impianto di  2 mega watt di potenza. Si &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/01/21/il-fotovoltaico-risorsa-finanziaria-ma-non-industriale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato allo sviluppo del progetto Energia Solare Gigante Srl.<a href="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2011/01/IMG_0566.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1133" title="IMG_0566" src="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2011/01/IMG_0566-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Si tratta di una società di scopo che detenendo il diritto di superficie di un grande capannone in Forlì ha installato un impianto di  2 mega watt di potenza. Si tratta del più grande impianto fotovoltaico su tetto.</p>
<p>L&#8217;intervento ha visto l&#8217;impegno di una importante banca nazionale che ha finanziato in project financing l&#8217;impianto. Il cash flow generato dalla vendita di energia e dall&#8217;incentivo del GSE è  in grado di sostenere le uscite per quota capitale e interessi ed i costi di gestione.</p>
<p>Il dato positivo è che i 2 mega watt installati sul  tetto del Gigante (vedi foto) consentiranno di produrre circa 2,4 giga watt h di energia elettrica annua capace di alimentare il fabbisogno di circa 1.000 famiglie.</p>
<p>Il dato negativo è che dell&#8217;investimento di circa 8 milioni di euro solo poche centinaia di migliaia di euro rimarranno in Italia gli altri se ne sono andati nelle tasche di Sharp per i pannelli e Power One per gli inverter.</p>
<p>La politica industriale del nostro Paese da 60 anni manca un appuntamento fondamentale, quello dello sviluppo di tecnologia.</p>
<p>(Nella foto l&#8217;impianto nella fase di installazione)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Democratizzare il modello economico ed industriale sarà l&#8217;imperativo dei prossimi decenni</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2011/01/05/democratizzare-il-modello-economico-ed-industriale-odierno-sara-limperativo-dei-prossimi-decenni/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 08:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni del 1800 nell&#8217;area economicamente più sviluppata formata da Gran Bretagna e USA,  le imprese cominciano ad assumere i connotati tipici dell&#8217;era industriale che trovano la loro espressione compiuta con l&#8217;affermarsi del paradigma fordista della produzione di massa. &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/01/05/democratizzare-il-modello-economico-ed-industriale-odierno-sara-limperativo-dei-prossimi-decenni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni del 1800 nell&#8217;area economicamente più sviluppata formata da Gran Bretagna e USA,  le imprese cominciano ad assumere i connotati tipici dell&#8217;era industriale che trovano la loro espressione compiuta con l&#8217;affermarsi del paradigma fordista della produzione di massa. Questa trasformazione ha comportato l&#8217;emergere di numerose problematiche direzionali d&#8217;impresa che hanno comportato lo sviluppo e poi l&#8217;applicazione di diverse metodologie e conoscenze specifiche. All&#8217;epoca ci si rese conto immediatamente come non fosse più possibile esercitare il governo dell&#8217;impresa basandosi solo sull&#8217;intuito e l&#8217;esperienza.</p>
<p>I primi a soccorrere gli imprenditori fordisti furono i pionieri della Scientific Management per la quale l&#8217;azienda diventa un laboratorio in cui sperimentare i primi metodi scientifici per l&#8217;ottimizzazione dell&#8217;uso della risorsa principale utilizzata nei processi, <em>che all&#8217;epoca era</em>, la forza lavoro.</p>
<p>Negli stessi anni si afferma un&#8217;altra area della consulenza relativa alla riorganizzazione delle procedure amministrative, del controllo budgettario e della finanza d&#8217;impresa. Uno dei pionieri in questo campo è Lyndall Forwnes Urwick che fonda la Urwick-Orr che poi diventerà la Price Waterhouse.</p>
<p>Negli anni &#8217;80, accade che i modelli perfettamente razionali e prescrittivi non funzionano più perchè non riducono la complessità a cui il manager deve far fronte. Consulenti e università si cimentano nella definizione di modelli meno rigidi e più orientati alla descrizione dei fattori rilevanti della concorrenza. La soluzione della complessità viene trovata negli anni a venire nella esternalizzazione di attività giudicate non strategiche,  fino ad arrivare alla dismissione della produzione ed alla focalizzazione sul marchio. Insomma la soluzione si è concretizzata nel produrre in paesi a basso costo del lavoro mentre  in occidente inizierà l&#8217;era del lavoro precario.</p>
<p>Come scrive Naomi Klein in No Logo &#8220;<em>E insieme ai posti di lavoro si volatilizza anche il principio, del resto ormai fuori moda, della responsabilità del produttore nei confronti della forza lavoro. &#8220;</em></p>
<p>Dalla fine del 1800 si instaura nel mondo l&#8217;acritica prevalenza della dottrina di management statunitense, del modello economico e d&#8217;impresa da essi proposto e perseguito.</p>
<p>E&#8217; possibile salvare la pace sociale e il benessere solo formulando un nuovo modello economico ed industriale alternativo a quello odierno basato sul depredare le risorse, crescere al di la dei limiti ambientali e precarizzare la vita dei lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Marchionne, l&#8217;accordo separato, un modello di relazione industriale perdente</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2011/01/03/marchionne-laccordo-separato-un-modello-di-business-perdente/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre premesse: La FIAT può investire dove ritiene più opportuno; chi investe in Italia deve fare i conti con le norme e lo stile di vita del Paese coloro i quali investono in un paese non lo fanno per beneficenza &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2011/01/03/marchionne-laccordo-separato-un-modello-di-business-perdente/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre premesse:</p>
<ol>
<li>La FIAT può investire dove ritiene più opportuno;</li>
<li>chi investe in Italia deve fare i conti con le norme e lo stile di vita del Paese</li>
<li>coloro i quali investono in un paese non lo fanno per beneficenza ma per ragioni di business.</li>
</ol>
<p>Esaurite le premesse andiamo al dunque:</p>
<p>Ho letto l&#8217;accordo di Mirafiori con alcuni sindacati, ho letto la dichiarazione di Marchionne in cui dice che produrrà auto con o senza la FIOM. L&#8217;accordo separato non è un buon accordo per FIAT, e non lo è per i lavoratori. Le dichiarazioni di Marchionne non sono all&#8217;altezza di un amministratore delegato capace e illuminato.</p>
<p>Non è un buon accordo perché non si da inizio ad una attività puntando la pistola alla tempia di chi deve poi entrare in fabbrica, chi lavora deve essere messo in condizioni di farlo serenamente. La FIAT ha bisogno di sviluppare modelli da affiancare alle sole due auto che riescono a incontrare il mercato: la nuova 500 e la grande Punto, per farlo ha necessità di coinvolgere le capacità di tutte le maestranze, anche gli operai concorrono a far grande un&#8217;auto.</p>
<p>Marchionne, allineandosi al modello manageriale globalizzato (che si è dimostrato fallimentare), ritiene che l&#8217;ossatura della FIAT  sia costituita dal management mentre gli operai sono una sorta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodity">commodity</a> produttiva, e sbaglia. Produrre in Italia, come in qualsiasi altro paese Europeo, è diverso che farlo in Asia o in altre regioni in cui la storia industriale (e sindacale) quasi non esiste. Marchionne deve cercare il consenso con chi è chiamato a produrre. Nella storia, non solo industriale, le costrizioni e le forzature perpetrate sull&#8217;uomo hanno portato a disastri.</p>
<p>Le aziende presentano un&#8217;unica mente, se la mentalità del rapporto industriale è predatorio lo è anche l&#8217;approccio che si ha con il cliente e quest&#8217;ultimo lo punirà. L&#8217;esperimento collaborativo di Renault Nissan con <a href="http://www.betterplace.com/">Better Place</a> e i governi di <a href="http://www.omniauto.it/magazine/9523/better-place-100mila-elettriche-in-israele-e-danimarca">Israele e Danimarca</a>, per creare una rete di supporto all&#8217;auto completamente elettrica, è lontano anni luce da Marchionne ma vicino pochi centimetri dai clienti che acquistano automobili.</p>
<p>A Marchionne il &#8220;successo&#8221; americano ha dato alla testa,  sembra infatti un novello disastroso Raul Gardini (Ferruzzi-Montedison).</p>
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		<title>Industrial Technologies 2010 conference</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2010/09/14/industrial-technologies-2010-conference/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 15:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I attended the European Industrial Technologies 2010 conference in Bruxelles an international meeting organized with the support of European Community in cooperation with the Belgium EU presidency. The conference have gave  the opportunity to discuss: the need to innovation within &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2010/09/14/industrial-technologies-2010-conference/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div id="_mcePaste">I attended the <a href="http://www.industrial-technologies2010.eu/">European Industrial Technologies 2010 conference</a> in Bruxelles an international<a href="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2010/09/IMG_03672.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1095" title="IMG_0367" src="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2010/09/IMG_03672-e1284477308729-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> meeting organized with the support of European Community in cooperation with the Belgium EU presidency.</div>
<div id="_mcePaste">The conference have gave  the opportunity to discuss:</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>the need to innovation within European industry and major obstacles hindering innovation;</li>
<li>future perspectives for industry with newly developed manifacturing technologies, materials and nanotechnologies;</li>
<li>the social, environmental sustainability and competitiveness perspectives of the European manufacturing industry.</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">The conference have was also allowed to meet major actors in the field through the opportunities offered for networking.</div>
<div id="_mcePaste">It was an international forum where industries, research organisations, universities and policy makers they met  to discuss possibilities for cooperation and proposals for improved integration in the near future.</div>
<div id="_mcePaste">It was very interesting and was attended many institution and company. Also the organisation of the conference it was perfect.</div>
<div id="_mcePaste">During the coffebreak, lunch  and dinner I have met  several manager of R&amp;D of university and industrial research centers.</div>
<div id="_mcePaste">We attended to the conference  more then 1000 people came from the 27 UE countries.</div>
<div id="_mcePaste">The manifestation was took place in &#8220;Tour and Taxis&#8221; a very large place in Bruxelles near the old port.</div>
</div>
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