Cucina e management
La cucina e l’arte culinaria si presta ad un interessante parallelo con l’impresa e il management.
- per poter cucinare occorre avere a disposizione gli strumenti giusti, così anche nel management gli strumenti devono essere corretti e a disposizione. In altro modo è quasi impossibile cucinare.
- per poter cucinare occorre avere a disposizione la materia prima, una ottima materia prima. Anche nel management occorre avere a disposizione la materia prima, solo che gli ingredienti in questo caso sono molti e alle volte molto costosi.
- Chi cucina deve avere la passione per quel che fa, diversamente il risultato potrebbe essere disastroso. Anche nel management occorre la passione, molta passione, il manager si fa per passione prima che per mestiere.
- Dopo aver cucinato è fondamentale pulire e riordinare la cucina. Asciugare i coltelli e riporli, lavare pentole e padelle, pulire il piano cottura e i lavelli. Nella conduzione d’impresa si pratica la stessa passione per riordinare i luoghi di lavoro, organizzare i documenti, ecc.. L’organizzazione degli strumenti di lavoro è in genere associata all’ordine mentale.
- Caratteristica importante nella cucina è la creatività, anche nel management e nella direzione d’impresa!
- Uno chef deve muoversi in equilibrio tra la tradizione e l’innovazione, anche un manager.
- Lo chef deve essere coraggioso, non si entra in cucina senza essere consci dei propri mezzi e della propria capacità di arrivare alla preparazione del miglior piatto possibile. Anche il manager deve sapere dove e come raggiungere gli obiettivi.
- Lo chef deve avere una solida preparazione teorica e pratica, anche il manager dovrebbe trovarsi nella stessa condizione.
- chi cucina deve avere le idee molto chiare di quello che dovrà fare, anche il manager, ma spesso è confuso.
…che si deve fare per un invito?
… bisogna aspettare che termini il corso serale all’Istituto Alberghiero di Forlimpopoli
Inoltre lo chef cucina per gli altri, per far in modo che possano godere della sua creazione come il management, del resto, che opera (o purtroppo “dovrebbe operare”) per il bene collettivo, all’insegna di uno sviluppo sostenibile.. non ti pare?
Lo chef cucina per gli altri perché è pagato per farlo e spesso non cucina ottima materia prima.
Sul perseguimento, da parte dei manager, del bene collettivo sarebbe già tanto operassero per il bene della loro impresa.
Riguardo allo sviluppo sostenibile: è da imporre con norme appropriate e coraggiose, in questo caso si può parlare di bene comune opposto all’interesse di pochi.