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	<title>Gilberto Romboli &#187; economia</title>
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	<description>Sviluppo sostenibile: l&#039;ottimismo del cambiamento</description>
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		<title>Sviluppo sostenibile: passaggio dalla centralità della produttività del lavoro a quella delle risorse e della creatività</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 07:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia della creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi tra coloro che si occupano di economia e pochissimi fra coloro si occupano di impresa si sono mai immaginati di mettere in dubbio l&#8217;importanza e la centralità della produttività del lavoro utilizzata per esprimere le capacità manageriali ed il progresso.
Oramai la produttività del lavoro ha l&#8217;aspetto di un concetto dogmatico e sottende all&#8217;idea che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi tra coloro che si occupano di economia e pochissimi fra coloro si occupano di impresa si sono mai immaginati di mettere in dubbio l&#8217;importanza e la centralità della produttività del lavoro utilizzata per esprimere le capacità manageriali ed il progresso.</p>
<p>Oramai la produttività del lavoro ha l&#8217;aspetto di un concetto dogmatico e sottende all&#8217;idea che i risultati economici dipendono principalmente da come viene organizzato il lavoro e da quali strumenti vengono offerti per semplificarlo e per ridurne i costi.</p>
<p>Noi che ci  occupiamo di sviluppo sostenibile sappiamo che la produttività del lavoro non è l&#8217;unico parametro con cui misurarsi ma riteniamo centrale incidere su due ulteriori fattori: la produttività delle risorse  e quella della creatività.</p>
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		<title>La mancanza di lavoro: una sfida per l&#8217;economia sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi Pietro Ichino sul Corriere della Sera pubblica una Lettera sul lavoro in cui solleva per l&#8217;ennesima volta il problema del lavoro nel nostro Paese.
La principale innovazione del capitalismo moderno fu la trasformazione in merce non degli uomini, come era nello schiavismo e nella servitù della gleba, ma del loro lavoro estratto da essi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Pietro Ichino sul Corriere della Sera pubblica una <a href="http://www.corriere.it/economia/10_febbraio_08/welfare_dei_figli_a548d8dc-1480-11df-95c9-00144f02aabe.shtml">Lettera sul lavoro</a> in cui solleva per l&#8217;ennesima volta il problema del lavoro nel nostro Paese.</p>
<p>La principale innovazione del capitalismo moderno fu la trasformazione in merce non degli uomini, come era nello schiavismo e nella servitù della gleba, ma del loro lavoro estratto da essi e venduto sul mercato dove può essere utilizzato razionalmente ricavandone surplus (Giorgio Ruffolo &#8220;Il capitalismo ha i secoli contati&#8221;).</p>
<p>Il problema principale di tutti i modelli economici è la piena occupazione.</p>
<p>Non è possibile tendere ad una qualsiasi economia sostenibile senza prevedere forme alternative  di gestione del rapporto del lavoro rispetto all&#8217;attuale.</p>
<p>E&#8217; il profitto che genera lavoro, ma è il meccanismo con cui viene prodotto il profitto che porta alla disoccupazione al di la del  profitto generato.</p>
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		<title>Barack Obama incentiva l&#8217;economia americana tramite la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza d'impresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente Barack Obama promuove una nuova legge per il sostegno delle piccole imprese così da sostenere il futuro dell&#8217;economia Americana. La proposta che sarà portata al Senato nelle prossime settimane prevede di destinare 30 miliardi di dollari alle piccole imprese (NB non si parla nè di grandi nè di medie imprese) destinati originariamente dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente Barack Obama promuove una nuova legge per il sostegno delle piccole imprese così da sostenere il futuro dell&#8217;economia Americana. La proposta che sarà portata al Senato nelle prossime settimane prevede di destinare 30 miliardi di dollari alle piccole imprese (NB non si parla nè di grandi nè di medie imprese) destinati originariamente dal piano TARP al sostegno di Wall Street!</p>
<p>Che cosa faranno con questi 30 miliardi di dollari? Sosteranno le piccole imprese che creano lavoro incentivando le assunzioni, finanzieranno il credito tramite le piccole banche locali, offriranno credito di imposta per le plusvalenze investite, metteranno a disposizione del credito tramite la SBA, chiedendo  la presentazione di business plan &#8230;</p>
<p>Lo sviluppo e l&#8217;innovazione passa attraverso la nascita di piccole imprese.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/c8DfTk28HhI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/c8DfTk28HhI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I believe a key part of that foundation is America’s small businesses – the places where most new jobs begin.<br />
These companies represent the essence of the American spirit – the promise that anyone can succeed in this country if you have a good idea and the determination to see it through.  And every once in awhile, these ideas don’t just lead to a new business and new jobs, but a new American product that forever changes the world.  After all, Hewlett Packard began in a garage.  Google began as a simple research project.<br />
Government can’t create these businesses, but it can give entrepreneurs the support they need to open their doors, expand, or hire more workers.</p>
<p><span id="result_box"><span style="background-color: #ffffff;" title="That's why I've proposed a series of steps this week to support small business owners and the jobs they create – to provide more access to credit, more incentives to hire, and more opportunities to grow and sell products all over the world." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Presidente Barack Obama alle prese con il regolamento del sistema finanziario americano: Piano Volcker</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente Barack Obama si prepara a dare una spallata all&#8217;economia americana, si tratta di quello che lui stesso ha chiamato &#8220;Piano Volcker &#8220;.  Paul Volcker è un suo consigliere economico.
Chi è interessato a quanto ha detto il Presidente  può guardare il filmato della conferenza stampa.
Da parte mia vorrei far notare una frase pronunciata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente Barack Obama si prepara a dare una spallata all&#8217;economia americana, si tratta di quello che lui stesso ha chiamato &#8220;<strong>Piano Volcker</strong> &#8220;.  Paul Volcker è un suo consigliere economico.</p>
<p>Chi è interessato a quanto ha detto il Presidente  può guardare il filmato della conferenza stampa.</p>
<p>Da parte mia vorrei far notare una frase pronunciata dal Presidente che è la chiave di volta del modello economico che soppianterà quello odierno:</p>
<h4><em>&#8220;</em><span style="font-family: Arial, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; line-height: normal; font-size: 12px; color: #333333;"><em>The American people will not be served by a financial system that comprises just a few massive firms.  That&#8217;s not good for consumers; it&#8217;s not good for the economy.  And through this policy, that is an outcome we will avoid.&#8221;</em></span></h4>
<p>Essere in balia di poche imprese di massa non va bene per i consumatori e  per l&#8217;economia.</p>
<p>Ritengo che questo principio sia applicabile  non solo alle imprese finanziarie, quelle a cui si riferiva Barack Obama, ma anche alle super multinazionali che oggi impongono gli stili di vita e impediscono maggiori opportunità per tutti noi.</p>
<p>Attenzione: si tratta di una rivoluzione che mina l&#8217;attuale  sistema.</p>
<p><span style="font-family: Arial, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; line-height: normal; font-size: 12px; color: #333333;"><br />
</span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="bgcolor" value="282828" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value="file=http://www.whitehouse.gov/videos/2010/January/012110_DiplomaticRoom.m4v&amp;path_to_plugins=http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins&amp;path_to_player=http://www.whitehouse.gov/sites/all/modules/swftools/shared/flash_media_player&amp;skin=http://www.whitehouse.gov/sites/all/modules/swftools/shared/flash_media_player/skins/EOP_skin.swf&amp;captions_url=http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/av_closedcaption/01212010_The_Volcker_Rule_for_Financial_Institutions.srt&amp;image=http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/audio-video/video_thumbnail/P012110SA-0105-2.jpg&amp;controlbar=bottom&amp;frontcolor=AAAAAA&amp;plugins=http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/privacy/privacy,http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/hat/hat,http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/share/share,http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/captions/captions&amp;captions.file=http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/av_closedcaption/01212010_The_Volcker_Rule_for_Financial_Institutions.srt" /><param name="src" value="http://www.whitehouse.gov/sites/all/modules/swftools/shared/flash_media_player/player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="300" src="http://www.whitehouse.gov/sites/all/modules/swftools/shared/flash_media_player/player.swf" flashvars="file=http://www.whitehouse.gov/videos/2010/January/012110_DiplomaticRoom.m4v&amp;path_to_plugins=http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins&amp;path_to_player=http://www.whitehouse.gov/sites/all/modules/swftools/shared/flash_media_player&amp;skin=http://www.whitehouse.gov/sites/all/modules/swftools/shared/flash_media_player/skins/EOP_skin.swf&amp;captions_url=http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/av_closedcaption/01212010_The_Volcker_Rule_for_Financial_Institutions.srt&amp;image=http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/audio-video/video_thumbnail/P012110SA-0105-2.jpg&amp;controlbar=bottom&amp;frontcolor=AAAAAA&amp;plugins=http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/privacy/privacy,http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/hat/hat,http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/share/share,http://www.whitehouse.gov/sites/default/modules/wh_multimedia/wh_jwplayer/plugins/captions/captions&amp;captions.file=http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/av_closedcaption/01212010_The_Volcker_Rule_for_Financial_Institutions.srt" allowscriptaccess="always" bgcolor="282828" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il principio base dell&#8217;economia: un euro oggi vale di più di euro domani</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 15:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore della moneta si deprezza nel tempo, questo principio è acriticamente accettato così come, per esempio, facciamo per la legge di gravità.
Quando una economia cresce sale anche l&#8217;inflazione a causa della maggiore richiesta di moneta commisurata al maggior quantitativo di prodotto disponibile al mercato.
La crescita è associata all&#8217;aumento demografico, e al reddito pro capite, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il valore della moneta si deprezza nel tempo, questo principio è acriticamente accettato così come, per esempio, facciamo per la legge di gravità.</p>
<p>Quando una economia cresce sale anche l&#8217;inflazione a causa della maggiore richiesta di moneta commisurata al maggior quantitativo di prodotto disponibile al mercato.</p>
<p>La crescita è associata all&#8217;aumento demografico, e al reddito pro capite, che spinge la produzione, si tratta di una crescita  quantitativa, un numero maggiore di beni per una fascia più larga di popolazione.</p>
<p>La crescita dell&#8217;economia è associata ad un aumento dei costi che sono, in una economia a concorrenza perfetta, in equilibrio tra disponibilità di denaro per l&#8217;acquisto e risparmio da destinare ai futuri investimenti.</p>
<p>Il rendimento atteso dall&#8217;investimento deve essere, ovviamente, superiore al tasso di inflazione e quindi al tasso di sconto, che come sappiamo, in una economia in crescita, è maggiore di zero.  Si tratta di un cane che si morde la coda, l&#8217;economia cresce, i tassi crescono così come  i rendimenti.</p>
<p>Il meccanismo dell&#8217;interesse composto è una condanna ad una forsennata crescita (vedi il grafico) pena la disoccupazione e problemi sociali.<img class="alignright size-medium wp-image-980" title="progressione geometrica tasso interesse" src="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2010/01/progressione-geometrica-tasso-interesse-300x197.jpg" alt="progressione geometrica tasso interesse" width="300" height="197" /></p>
<p>Dovremmo trovare un sistema che non sottenda la regola che un euro domani valga meno di un euro oggi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Keynes e le prospettive economiche viste in tempi di crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1930 John Maynard Keynes scriveva: &#8220;Negli ultimi tempi ci troviamo a soffrire di una forma particolarmente virulenta  di pessimismo economico. E&#8217; opinione comune, o quasi, che l&#8217;enorme progresso economico che ha segnato l&#8217;Ottocento sia finito per sempre; che il rapido miglioramento del tenore di vita abbia imboccato, almeno in Inghilterra, una parabola discendente; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1930 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes">John Maynard Keynes</a> scriveva: &#8220;<em>Negli ultimi tempi ci troviamo a soffrire di una forma particolarmente virulenta  di pessimismo economico. E&#8217; opinione comune, o quasi, che l&#8217;enorme progresso economico che ha segnato l&#8217;Ottocento sia finito per sempre; che il rapido miglioramento del tenore di vita abbia imboccato, almeno in Inghilterra, una parabola discendente; e che per il prossimo decennio ci si debba aspettare non un incremento, ma un declino della prosperità.<br />
A mio avviso si tratta di un fraintendimento molto vistoso di quanto ci accade intorno. Scambiamo per reumatismi quelli che in realtà sono disturbi della crescita, e in particolare di una crescita troppo veloce.</em>&#8221; ( da &#8220;Possibilità economiche per i nostri nipoti&#8221;)</p>
<p>Diversamente da quanto si poteva registrare nel 1930 oggi siamo di fronte alla presa di coscienza dei limiti di uno sviluppo fondato sul consumo di materie prime non rinnovabili utilizzate per produrre secondo  obiettivi che premiano la quantità e non qualità.</p>
<p>Non c&#8217;è pessimismo economico per la &#8220;green economy&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Non considerare nei modelli economici il valore d&#8217;uso delle materie non rinnovabili significa rapinare le generazioni future</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2010/01/08/le-materie-prime-non-rinnovabili-e-il-loro-effettivo-valore-duso-non-preso-in-considerazione-dagli-economisti/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 04:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché gli economisti hanno ignorato i limiti fisici delle risorse ambientali? L&#8217;errore è talmente macroscopico da lasciare molti dubbi sulla loro effettiva buona fede in particolare se riflettiamo sul fatto che la scienza economica è stata basata sul concetto di scarsità.
A mio parere gli economisti non hanno voluto introdurre il computo della perdita del valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché gli economisti hanno ignorato i limiti fisici delle risorse ambientali? L&#8217;errore è talmente macroscopico da lasciare molti dubbi sulla loro effettiva buona fede in particolare se riflettiamo sul fatto che la scienza economica è stata basata sul concetto di scarsità.<br />
A mio parere gli economisti non hanno voluto introdurre il computo della perdita del valore d&#8217;uso derivante dalla distruzione di materia prima non rinnovabile quali il carbone o il petrolio per non attribuire al modello capitalista responsabilità sociali.<br />
I prodotti costruiti utilizzando le materie prime non rinnovabili vengono ancor oggi capitalizzati al costo di produzione senza valorizzare sia la loro progressiva rarefazione sia i danni che producono all&#8217;ambiente. Si tratta di una rapina all&#8217;uomo di oggi ma sopratutto a quello delle prossime generazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>L&#8217;errore degli economisti: non considerare nei loro modelli il limite fisico delle risorse naturali</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2010/01/07/lerrore-degli-economisti-non-considerare-la-condizione-al-contorno-della-finitezza-delle-risorse/</link>
		<comments>http://www.gilbertoromboli.it/2010/01/07/lerrore-degli-economisti-non-considerare-la-condizione-al-contorno-della-finitezza-delle-risorse/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 04:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli economisti hanno ignorato di porre, nello sviluppo dei loro modelli, una condizione al contorno fondamentale, la questione della finitezza dei beni ambientali che oggi definiamo come questione ambientale.
Perché?  Nei prossimi articoli  la risposta!
Thomas Robert Malthus fu l&#8217;unico economista ad introdurre il concetto dei limiti naturali, nel 1798 pubblicò &#8220;An essay of the principle of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli economisti hanno ignorato di porre, nello sviluppo dei loro modelli, una condizione al contorno fondamentale, la questione della finitezza dei beni ambientali che oggi definiamo come questione ambientale.</p>
<p>Perché?  Nei prossimi articoli  la risposta!</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Robert_Malthus"><strong>Thomas Robert </strong>Malthus</a> fu l&#8217;unico economista ad introdurre il concetto dei limiti naturali, nel 1798 pubblicò <em>&#8220;An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society&#8221; </em> in cui richiamava l&#8217;attenzione sulla prospettiva della scarsità. All&#8217;epoca fu vivacemente contestato in particolare quando sosteneva che l&#8217;incremento demografico avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili con conseguente penuria di generi di sussistenza per giungere all&#8217;arresto dello sviluppo economico, poiché la popolazione tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità di alimenti, che crescono invece in progressione aritmetica (teoria questa che sarà poi ripresa da altri economisti per teorizzare l&#8217;esaurimento del carbone prima, e del petrolio dopo).</p>
<p>Un altro economista  eretico  fu <a href="http://homepage.newschool.edu/het//profiles/georgescu.htm">Georgescu Rogen</a> il quale faceva notare come &#8220;&#8230;l&#8217;economia è inserita nel più vasto contesto della biologia non attraverso relazioni meccaniche reversibili, come accade nei modelli matematici, ma attraverso relazioni dinamiche irreversibili nel tempo&#8221; (da Il capitalismo ha i secoli contati di Giorgio Ruffolo).</p>
<p>Queste valutazioni hanno una  importanza fondamentale per il futuro delle nostre imprese perché è ragionando in base a questi criteri che è possibile un futuro al di là della crisi attuale .</p>
<p>Il modello di business che sposa la visione di Malthus e di Georgescu Rogen consentirà, a chi è in grado di metterlo in pratica,  un enorme vantaggio competitivo.  Non occorre semplicemente sostituire i prodotti della economy con quelli della green economy occorre pensare ad un modello di business che presenti un rapporto con il mercato  diverso da quello che conosciamo.</p>
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		<title>Il libro L&#8217;Italia fatta in casa di Alberto Alesina e Andrea Ichino</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 11:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro di Alberto Alesina e Andrea Ichino &#8220;L&#8217;Italia fatta in casa.&#8221; Indagine sulla vera ricchezza degli italiani ha il merito di analizzare un aspetto importante della organizzazione sociale ed economica del nostro paese.
Il saggio ha molti meriti, fra questi il mettere a fuoco l&#8217;annoso  problema del lavoro femminile ma sopratutto il suo sfruttamento, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Alberto Alesina e Andrea Ichino <a href="http://www.ibs.it/code/9788804588986/alesina-alberto/italia-fatta-casa.html">&#8220;L&#8217;Italia fatta in casa.&#8221; Indagine sulla vera ricchezza degli italiani</a> ha il merito di analizzare un aspetto importante della organizzazione sociale ed economica del nostro paese.<img class="alignright size-full wp-image-932" title="alesina_ichino_copertina.1259080846" src="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2010/01/alesina_ichino_copertina.1259080846.jpg" alt="alesina_ichino_copertina.1259080846" width="286" height="400" /></p>
<p>Il saggio ha molti meriti, fra questi il mettere a fuoco l&#8217;annoso  problema del lavoro femminile ma sopratutto il suo sfruttamento, la donna lavora ogni giorno 80 minuti in più dell&#8217;uomo.</p>
<p>Leggendo il libro ci si accorge che il discrimine tra l&#8217;uomo e la donna è il tempo a disposizione da poter dedicare all&#8217;attività lavorativa esterna alla casa, la donna italiana infatti assume, (per ragioni culturali) maggiori responsabilità domestiche il che la porta ad essere &#8220;fuori mercato&#8221;.</p>
<p>Il saggio dei due professori pone l&#8217;accento sulla sulla qualità di come si impiega il tempo essendo questo il parametro della produttività.</p>
<p>Il modello economico capitalista si incentra sulla quantità per tutti e sulla qualità per pochi, lo stesso principio vale nelle attività lavorative dove però il minimo comune denominatore è l&#8217;elevata quantità di ore da dedicare al lavoro.</p>
<p>Il nuovo paradigma economico potrebbe essere cercare un modello che consenta di raggiungere obiettivi di qualità della vita (lavorare meno) e dei prodotti per tutti? Perché non dovrebbe essere possibile?</p>
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		<title>Un nuovo modello economico equo-solidale</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 10:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se nel 1700 qualcuno avesse ipotizzato  un modello econo-politico alternativo alla monarchia lo avrebbero preso per un folle e forse bastonato. Nessuno poteva immaginare che meno di 100 anni dopo (1789)  la rivoluzione francese avrebbe spazzato via la monarchia assoluta e instaurato il sistema repubblicano e appena 60 anni da questa nel 1860 (Il capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nel 1700 qualcuno avesse ipotizzato  un modello econo-politico alternativo alla monarchia lo avrebbero preso per un folle e forse bastonato. Nessuno poteva immaginare che meno di 100 anni dopo (1789)  la rivoluzione francese avrebbe spazzato via la monarchia assoluta e instaurato il sistema repubblicano e appena 60 anni da questa nel 1860 (Il capitale di Carl Marx fu scritto nel 1867) si sarebbe entrati nell&#8217;era capitalista.</p>
<p>Oggi le indicazioni che fanno prevedere il  termine del modello capitalista sono molto chiare: depauperamento delle risorse naturali, disumanizzazione dei rapporti sociali, crisi di riferimenti, ingresso nel mondo del lavoro di circa 2,8 miliardi di nuovi lavoratori asiatici, ecc&#8230;</p>
<p>Il nuovo modello o sarà basato su principi di equo-solidarietà oppure avremo una concorrenza che velocemente distruggerà quello che rimane.</p>
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