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	<title>Gilberto Romboli &#187; economia della creatività</title>
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	<description>Sviluppo sostenibile: l&#039;ottimismo del cambiamento</description>
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		<title>Sviluppo sostenibile: passaggio dalla centralità della produttività del lavoro a quella delle risorse e della creatività</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 07:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia della creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi tra coloro che si occupano di economia e pochissimi fra coloro si occupano di impresa si sono mai immaginati di mettere in dubbio l&#8217;importanza e la centralità della produttività del lavoro utilizzata per esprimere le capacità manageriali ed il &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2010/02/15/sviluppo-sostenibile-passaggio-dalla-centralita-della-produttivita-del-lavoro-a-quella-delle-risorse-e-della-creativita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi tra coloro che si occupano di economia e pochissimi fra coloro si occupano di impresa si sono mai immaginati di mettere in dubbio l&#8217;importanza e la centralità della produttività del lavoro utilizzata per esprimere le capacità manageriali ed il progresso.</p>
<p>Oramai la produttività del lavoro ha l&#8217;aspetto di un concetto dogmatico e sottende all&#8217;idea che i risultati economici dipendono principalmente da come viene organizzato il lavoro e da quali strumenti vengono offerti per semplificarlo e per ridurne i costi.</p>
<p>Noi che ci  occupiamo di sviluppo sostenibile sappiamo che la produttività del lavoro non è l&#8217;unico parametro con cui misurarsi ma riteniamo centrale incidere su due ulteriori fattori: la produttività delle risorse  e quella della creatività.</p>
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		<title>2009 un anno a tutto GAS per i &#8220;Gruppi di Acquisto Solidale&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 10:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia della creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so che è un controsenso, in un anno in cui l&#8217;economia ha causato tanti dolori e fallimenti, parlare di successi ma per i Gruppi di Acquisto Solidale il 2009 è stato proprio un anno a tutto gas. Un gruppo &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2009/12/31/2009-un-anno-a-tutto-gas-gruppi-di-acquisto-solidale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so che è un controsenso, in un anno in cui l&#8217;economia ha causato tanti dolori e fallimenti, parlare di successi ma per i Gruppi di Acquisto Solidale il 2009 è stato proprio un anno a tutto gas.</p>
<p>Un gruppo d’acquisto e&#8217; formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari, di origine biologica e di provenienza locale (chilometri zero), o di uso comune da ridistribuire tra loro .</p>
<p>Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che &#8211; a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze &#8211; subiscono le conseguenze inique del modello di sviluppo odierno.</p>
<p>Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-918" title="crescita GAS" src="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2009/12/crescita-GAS.jpg" alt="crescita GAS" width="428" height="287" /></p>
<p>Nel 2009 i gruppi di acquisto si sono sostanzialmente duplicati, oggi quelli censiti sono circa 600 ma si valuta che in tutta Italia siano almeno 1.000.</p>
<p>GAS una delle poche cose che nel campo economico del 2009 è cresciuta vertiginosamente.</p>
<p>Auguri di un buon anno a tutti i GAS italiani.</p>
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		<title>Moltiplicatore di Keynes aggiornato alla barriera all&#8217;ingresso</title>
		<link>http://www.gilbertoromboli.it/2009/09/15/moltiplicatore-di-keynes-aggiornato-alla-barriera-allingresso/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 05:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia della creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[In un precedente post ho descritto il  moltiplicatore di R. F Kahn utilizzato a piene mani da Keynes  per descrivere il rapporto fra il reddito e l’investimento e, subordinatamente, il rapporto tra occupazione totale ed occupazione primaria impiegata direttamente negli investimenti. Sappiamo &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2009/09/15/moltiplicatore-di-keynes-aggiornato-alla-barriera-allingresso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gilbertoromboli.it/2009/09/08/il-moltiplicatore-di-r-f-kahn-e-leconomia-della-creativita/">In un precedente post</a> ho descritto il  <em>moltiplicatore </em>di R. F Kahn utilizzato a piene mani da Keynes  per descrivere il rapporto fra il reddito e l’investimento e, subordinatamente, il rapporto tra occupazione totale ed occupazione primaria impiegata direttamente negli investimenti.</p>
<p>Sappiamo che  incrementando gli investimenti<span style="text-decoration: line-through;"> </span>∆I otterremo un conseguente incremento della occupazione che distinguiamo tra primaria perchè generata dall&#8217;investimento stesso ed una secondaria generata dalle attività che sono connesse o sono nate grazie all&#8217;investimento. L’incremento totale dell’occupazione lo abbiamo chiamato  ∆ N = k ∆N2, dove k è il <em>moltiplicatore</em>.</p>
<p>La considerazione che oggi possiamo fare sul fattore k è che questo moltiplicatore si riduce nel momento in cui aumenta la produttività e con essa le dimensione delle organizzazioni produttive.</p>
<p>Propongo un fattore  ß &gt; 1 il quale è determinato in base alle dimensioni medie delle imprese nel settore in cui si è compiuto l&#8217;investimento, tale fattore può inoltre esprimere l&#8217;indice della barriera all&#8217;ingresso.</p>
<p>Ora l&#8217;equazione che fornisce il numero degli occupati diventa ∆ N = k/ß ∆N2.</p>
<p>Un ß &gt; 1  è un depressore dell&#8217;espansione dell&#8217;occupazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il moltiplicatore di R. F Kahn e l&#8217;economia della creatività</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 04:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia della creatività]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di moltiplicatore, nella teoria economica, venne introdotto per la prima volta da R. F Kahn. Keynes utilizzò il moltiplicatore per descrivere il rapporto fra il reddito e l&#8217;investimento (impiego di capitale) e, subordinatamente, il rapporto tra occupazione totale ed &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2009/09/08/il-moltiplicatore-di-r-f-kahn-e-leconomia-della-creativita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di <em>moltiplicatore</em>, nella teoria economica, venne introdotto per la prima volta da R. F Kahn. Keynes utilizzò il <em>moltiplicatore</em> per descrivere il rapporto fra il reddito e l&#8217;investimento (impiego di capitale) e, subordinatamente, il rapporto tra occupazione totale ed occupazione primaria impiegata direttamente negli investimenti.</p>
<p>La teoria afferma che un incremento degli investimenti<span style="text-decoration: line-through;"> </span>∆I porta ad un incremento della occupazione primaria che  rappresentiamo con ∆N2, mentre l&#8217;incremento totale dell&#8217;occupazione ∆N, dovuta all&#8217;investimento ed hai prodotti che di conseguenza si realizzano, sarà pari a  ∆ N = k ∆N2, dove k è il <em>moltiplicatore</em>.</p>
<p>In una economia globalizzata c&#8217;è da chiedersi se la teoria del moltiplicatore di R. F Kahn ha ancora una sua validità. Ritengo che l&#8217;indice di R. F Kahn vada per lo meno  corretto perché, grazie alla globalizzazione dell&#8217;economia, dove si consuma l&#8217;investimento non si consuma il prodotto e viceversa (la Cina è la fabbrica del mondo).</p>
<p>Nella nostra economia si affacciano modelli di business  nuovi come, per esempio, quello dell&#8217;open source in cui è difficile, se non impossibile, individuare i costi degli investimenti e in quale parte del mondo questi siano effettuati.</p>
<p>In un mondo in cui la creatività determina il valore economico<em> l&#8217;investimento potrebbe non richiedere capitali</em>. In questo caso l&#8217;indice di R. F Kahn non avrebbe più le sue basi e occorrerebbe pensarne ad uno sostitutivo.</p>
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		<title>Economia della creatività</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 05:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Romboli</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia della creatività]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;economia capitalista fondata sulla produzione industriale il prossimo modello economico sarà fondato sulla produzione di creatività quale bene a se stante. L&#8217;economia creativa ci consentirà di diversificare la produzione, ridurre la produzione di massa a favore di specifici prodotti &#8230; <a href="http://www.gilbertoromboli.it/2009/09/05/economia-della-creativita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;economia capitalista fondata sulla produzione industriale il prossimo modello economico sarà fondato sulla produzione di creatività quale bene a se stante.</p>
<p>L&#8217;economia creativa ci consentirà di diversificare la produzione, ridurre la produzione di massa a favore di specifici prodotti locali fino al ripristino dell&#8217;autoproduzione.</p>
<p>Istituire un modello della produzione di creatività  collaborativa a cui prenderanno parte esperti che si trovano in qualsiasi parte del mondo.</p>
<p>La vita lavorativa si svolgerà in vari continenti e in diversi settori industriali.</p>
<p>Se così non fosse il destino sembra quello della depressione di massa.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2030 la sola vera piaga sociale ed economica mondiale sarà la depressione: un male che già adesso è più diffuso di malattie più temute come cancro o Aids, e che nel prossimo ventennio affliggerà un numero sempre maggiore di individui. Secondo i dati dell’Oms, infatti, attualmente vi sono oltre 450 milioni di persone affette da disturbi dell’umore, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, e il numero sarebbe destinato ad aumentare drasticamente, fino ad arrivare a gravare sui sistemi sanitari nazionali più di qualsiasi altra malattia.</p>
<p>Un ipotesi che non voglio neppure prendere in considerazione. Il mondo è grande e gli uomini che lo abitano hanno grandi risorse.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-764" title="depressione male del futuro" src="http://www.gilbertoromboli.it/wp-content/uploads/2009/09/depressione-male-del-futuro1.jpg" alt="depressione male del futuro" width="668" height="565" /></p>
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