Con “economia neoclassica” si intende comunemente la teoria economica canonica. Entro questa categoria si racchiude la teoria economica delle scuole keynesiana, monetarista ed altre ancora in cui si divede il pensiero economica contemporaneo.
I principali postulati dell’economia neoclassica sono:
- il principio dell’individualismo metodologico (il metodo dell’attore razionale), secondo il quale gli attori economici sono generalmente individui razionali ed egoisti;
- la scarsità. Secondo questo principio di base in un mondo in cui tutto è scarso, devono essere compiute delle scelte. La teoria economica è la scienza che guida gli individui nella allocazione efficiente di risorse scarse a fini alternativi e spesso ugualmente desiderabili;
- il costo opportunità: ogni scelta ha un costo, scegliendo una cosa obbligatoriamente se ne tralascia un’altra.
- Il mercato è come una macchina ben funzionante che si autoregola e si autocorregge, governata da leggi oggettive e principi universali;
- allocazione ottimale delle risorse: questo concetto conduce alla conclusione che il sistema del libero mercato sotto determinate circostanze ed ipotesi, come la completa informazione e la concorrenza non oligopolistica, porta ad una allocazione ottimale delle risorse date;
- la legge della domanda: è la legge più importante tra quelle che guidano o governano l’economia: essa afferma che gli individui acquisteranno quantità maggiori di un bene se il prezzo relativo scende e viceversa. Stessa dimanoica con l’aumento dei redditi. La teoria economica classica ipotizza che i mercati, almeno nel lungo periodo, tendono verso un equilibrio in cui l’offerta corrisponde alla domanda.
- armonia degli interessi: questa ipotesi normativa dell’economia è che lo scopo della attività economica sia incrementare il benessere del consumatore individuale e massimizzare la ricchezza globale. La dottrina ipotizza che se il mercato è lasciato a se stesso i prezzi sono corretti e le risorse saranno impiegate in modo efficiente e nel lungo periodo il benessere di ciascuno crescerà.
Queste convinzioni portano a dire che lo stato non dovrebbe intervenire nell’economia.