La teoria economica mette in relazione diretta il risparmio con gli investimenti, in una sorta di equilibrio tra loro il loro rapporto influisce sulla stabilità dei prezzi.
Con la globalizzazione dell’economia gli investimenti si disancorano geograficamente dai risparmi. Gli investimenti strumentali avvengono nelle aree in cui si trova lavoro a basso costo mentre in Europa e negli Stati Uniti gli investimenti delle aziende diventano immateriali e le crisi del sistema minano la basi del lavoro immateriale (pertanto precario) e quindi il risparmio.
Disancorare i mercati in cui si investe da quelli in cui i prodotti si commercializzano ha come conseguenza la concentrazione della ricchezza in mano a pochi. I lavoratori occidentali sono destinati progressivamente a impoverirsi in seguito alla delocalizzazione produttiva mentre le imprese multinazionali limitano i danni diversificando la loro presenza in vari paesi.
Per ripristinare il rapporto corretto tra investimenti e risparmio la via percorribile è quella di operare, dove possibile, in una scala economica locale dove la distanza tra chi investe e chi risparmia è molto breve.