Il valore della moneta si deprezza nel tempo, questo principio è acriticamente accettato così come, per esempio, facciamo per la legge di gravità.
Quando una economia cresce sale anche l’inflazione a causa della maggiore richiesta di moneta commisurata al maggior quantitativo di prodotto disponibile al mercato.
La crescita è associata all’aumento demografico, e al reddito pro capite, che spinge la produzione, si tratta di una crescita quantitativa, un numero maggiore di beni per una fascia più larga di popolazione.
La crescita dell’economia è associata ad un aumento dei costi che sono, in una economia a concorrenza perfetta, in equilibrio tra disponibilità di denaro per l’acquisto e risparmio da destinare ai futuri investimenti.
Il rendimento atteso dall’investimento deve essere, ovviamente, superiore al tasso di inflazione e quindi al tasso di sconto, che come sappiamo, in una economia in crescita, è maggiore di zero. Si tratta di un cane che si morde la coda, l’economia cresce, i tassi crescono così come i rendimenti.
Il meccanismo dell’interesse composto è una condanna ad una forsennata crescita (vedi il grafico) pena la disoccupazione e problemi sociali.
Dovremmo trovare un sistema che non sottenda la regola che un euro domani valga meno di un euro oggi.