Keynes e le prospettive economiche viste in tempi di crisi
Nel 1930 John Maynard Keynes scriveva: “Negli ultimi tempi ci troviamo a soffrire di una forma particolarmente virulenta di pessimismo economico. E’ opinione comune, o quasi, che l’enorme progresso economico che ha segnato l’Ottocento sia finito per sempre; che il rapido miglioramento del tenore di vita abbia imboccato, almeno in Inghilterra, una parabola discendente; e che per il prossimo decennio ci si debba aspettare non un incremento, ma un declino della prosperità.
A mio avviso si tratta di un fraintendimento molto vistoso di quanto ci accade intorno. Scambiamo per reumatismi quelli che in realtà sono disturbi della crescita, e in particolare di una crescita troppo veloce.” ( da “Possibilità economiche per i nostri nipoti”)
Diversamente da quanto si poteva registrare nel 1930 oggi siamo di fronte alla presa di coscienza dei limiti di uno sviluppo fondato sul consumo di materie prime non rinnovabili utilizzate per produrre secondo obiettivi che premiano la quantità e non qualità.
Non c’è pessimismo economico per la “green economy”.