Il libro di Alberto Alesina e Andrea Ichino “L’Italia fatta in casa.” Indagine sulla vera ricchezza degli italiani ha il merito di analizzare un aspetto importante della organizzazione sociale ed economica del nostro paese.
Il saggio ha molti meriti, fra questi il mettere a fuoco l’annoso problema del lavoro femminile ma sopratutto il suo sfruttamento, la donna lavora ogni giorno 80 minuti in più dell’uomo.
Leggendo il libro ci si accorge che il discrimine tra l’uomo e la donna è il tempo a disposizione da poter dedicare all’attività lavorativa esterna alla casa, la donna italiana infatti assume, (per ragioni culturali) maggiori responsabilità domestiche il che la porta ad essere “fuori mercato”.
Il saggio dei due professori pone l’accento sulla sulla qualità di come si impiega il tempo essendo questo il parametro della produttività.
Il modello economico capitalista si incentra sulla quantità per tutti e sulla qualità per pochi, lo stesso principio vale nelle attività lavorative dove però il minimo comune denominatore è l’elevata quantità di ore da dedicare al lavoro.
Il nuovo paradigma economico potrebbe essere cercare un modello che consenta di raggiungere obiettivi di qualità della vita (lavorare meno) e dei prodotti per tutti? Perché non dovrebbe essere possibile?