Quando una azienda comincia a perdere colpi e dare brutti segnali i suoi uomini migliori cercano delle alternative e se ne vanno.
Tra i miei amici pochissimi non hanno almeno un figlio all’estero, e chi non c’è ancora andato si prepara ad andarci o è fra i suoi sogni.
La Repubblica di oggi pubblica una “lettera” di Pier Luigi Celli, in cui invita suo figlio ad emigrare in un paese che sappia dare opportunità.
Via via, vieni via di quì
niente più ti lega a questi luoghi
neanche questi fiori azzurri
it’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful
good luck my baby …
(Paolo Conte)
futuro dei giovani e meritocrazia sono i più grandi punti interrogativi per tutti coloro che sono miei coetanei o quasi (da 18 a 25 anni). i ragazzi italiani di oggi vivono o convivono con tanti obiettivi, tanti programmi, tanti sogni e questi sono accompagnati da più numerose preoccupazioni, incertezza e speranza per quel che sarà il nostro domani. sappiamo perfettamente chi siamo oggi, dove viviamo, dove e cosa studiamo, ma per la maggior parte non sappiamo dove andremo, cosa faremo, cosa saremo e non sappiamo neanche se ciò che oggi stiamo studiando potrà realmente essere utilizzato nel campo lavorativo. il leader dell’Unione Di Centro, Pierferdinando Casini ha perfettamente ragione a sentirsi, come tutti gli altri genitori, a disagio per le scarse certezze che noi ventenni abbiamo. la situazione economica, l’arretratezza del processo di modernizzazione, i sistemi pensionistici e la scarsità di lavoro, costringono noi giovani a pensare solo all’oggi in modo abbastanza dettagliato, ma ci fanno solo sperare per un domani che tutti noi vorremo trascorrere vicino alle nostre famiglie, nella nostra terra, con le nostre usanze, ma che probabilmente sarà lontano da tutto ciò che sentiamo caro e confortevole. io posso solo continuare a studiare per cercare di guadagnare un domani felice e per garantire felicità e stabilità anche ai miei figli. in ogni caso invio un ringraziamento al Presidente Casini e l’UDC, il quale è l’unico esponente politico che non ha interesse a litigare e battibeccare, ma, al contrario si interessa sempre delle politiche e delle tematiche che toccano il profondo della società. Grazie Presidente Casini, Grazio UDC
Il Presidente Casini ha trovato un giovane estimatore, da noi Casini (e le sue battaglie per i crocifissi esposti in luogo pubblico, l’opposizione ai diritti delle coppie di fatto, la mordacchia alla sperimentazione sugli ovociti, ecc…) in USA il Presidente Barack Obama.
Che mestiere faceva Casini quando il CAF (Craxi Andreotti e Forlani) impostavano lo sfacelo della Repubblica?
Troppe anime belle, poche persone che fanno un passo indietro.
Grazie per il commento pubblicitario.
Non vedo perchè Andrea non dovrebbe stimare Casini, uno dei pochi politici che ha ancora il coraggio di parlare di meritocrazia.
Infatti, mentre il Governo sembra troppo impegnato a pensare ai problemi giudiziari di Berlusconi, o agli ordini della Lega, e il PD troppo impegnato a pensare ai conflitti interni, o agli ordini di Di Pietro, soltanto lui ha parlato di meritocrazia, e lo dico oggettivamente. Personalmente, credo in un grande centro moderato. Soltanto così spero si possa pensare a riforme serie e concrete, per i giovani e per il Paese.
Marta
I contenuti della lettera sono condivisibili, visto che descrivono la pura realtà dei fatti. Che sia stato Celli ad evidenziare il problema, come molti hanno detto, è invece criticabile… ma la verità non cambia, in Italia ci sono in effetti molti problemi. Sinceramente non capisco la soddisfazione delle persone che scendono a patti, compromessi, si aprono la strada attraverso la raccomandazione, pur di ottenere un posto, spesso di un certo rilievo e ben retribuito. Ovviamente non sto parlando di soddisfazione materiale, ma di un altro tipo di soddisfazione. Penso che quella che si raggiunge dopo grandi sacrifici è la migliore. La consapevolezza di avercela fatta con le proprie forze, di aver dato il massimo e aver ottenuto qualcosa… ma questa è tutta teoria, che molti purtroppo non condividono… inoltre tutto ciò spesso non viene premiato. L’appello di Celli dovrebbe egli stesso rivolgerlo a chi di dovere, con i mezzi che possiede.
Chiara Cudini
Ho incontrato Celli in tempi diversi e sempre da uditore delle sue lezioni, fin dalle prime battute dei suo discorsi si capisce che Celli è un uomo di estremo valore e pregio intellettuale, è uno di quegli uomini che fanno qual che dicono e dicono quel che fanno.
Perché, secondo te, è criticabile che queste cose le dica uno come Celli?
A un certo livello di reddito e di istruzione tutte le famiglie che conosco hanno i propri figli in una scuola inglese o statunitense. Pierluigi Celli poteva fare come tutti coloro i quali sono al suo stato sociale, offrire una laurea in USA al proprio figlio. Diversamente ha messo, come pochi sanno fare (o dispongono del coraggio civile per farlo) nella piaga.
Il Presidente Berlusconi ha fatto studiare i propri figli all’estero senza porsi nessuno scrupolo per l’istruzione della grande massa di suo concittadini che dopo lauree e master hanno un impiego con contratto a progetto in un call center.
Attendo la tua cortese risposta.
Grazie per il commento
Andrea può stimare chi vuole come chi scrive ha il medesimo diritto di disistimare chi vuole.
Casini è così figlio della meritocrazia che ha fatto eleggere al parlamento persone che “si sono fatte da sole”così come e ha candidato al Parlamento Europa un personaggio che viene dal nulla come Emanuele Filiberto.
In un paese adulto quel che contano sono i fatti. Auguri!