Il moltiplicatore di R. F Kahn e l’economia della creatività
Il concetto di moltiplicatore, nella teoria economica, venne introdotto per la prima volta da R. F Kahn. Keynes utilizzò il moltiplicatore per descrivere il rapporto fra il reddito e l’investimento (impiego di capitale) e, subordinatamente, il rapporto tra occupazione totale ed occupazione primaria impiegata direttamente negli investimenti.
La teoria afferma che un incremento degli investimenti ∆I porta ad un incremento della occupazione primaria che rappresentiamo con ∆N2, mentre l’incremento totale dell’occupazione ∆N, dovuta all’investimento ed hai prodotti che di conseguenza si realizzano, sarà pari a ∆ N = k ∆N2, dove k è il moltiplicatore.
In una economia globalizzata c’è da chiedersi se la teoria del moltiplicatore di R. F Kahn ha ancora una sua validità. Ritengo che l’indice di R. F Kahn vada per lo meno corretto perché, grazie alla globalizzazione dell’economia, dove si consuma l’investimento non si consuma il prodotto e viceversa (la Cina è la fabbrica del mondo).
Nella nostra economia si affacciano modelli di business nuovi come, per esempio, quello dell’open source in cui è difficile, se non impossibile, individuare i costi degli investimenti e in quale parte del mondo questi siano effettuati.
In un mondo in cui la creatività determina il valore economico l’investimento potrebbe non richiedere capitali. In questo caso l’indice di R. F Kahn non avrebbe più le sue basi e occorrerebbe pensarne ad uno sostitutivo.
[...] In un precedente post ho descritto il moltiplicatore di R. F Kahn utilizzato a piene mani da Keynes per descrivere il rapporto fra il reddito e l’investimento e, subordinatamente, il rapporto tra occupazione totale ed occupazione primaria impiegata direttamente negli investimenti. [...]