Legge sviluppo, una boccata di ossigeno

L’Italia rispetto ai paesi dell’Europa centro-settentrionale e rispetto alla media dell’area presenta una anomala struttura dimensionale delle imprese caratterizzata da un eccesso di piccole imprese e carente di quelle grandi. La nostra specializzazione produttiva è incentrata in settori di prodotti tradizionali a bassa tecnologia, ciò comporta una insufficiente domanda di manodopera qualificata.

In questo quadro il Governo vara la “legge sviluppo” che tra le altre cose contiene incentivi alle imprese e reti di imprese.

Gli incentivi alle imprese sono importantissimi ma poco possono  se mancano, come nel nostro Paese, le infrastrutture immateriali che favoriscono lo sviluppo delle imprese e del commercio (servizi collettivi, pubblica amministrazione, garanzia dei diritti e sistema giudiziario).

Mettere mano alle infrastrutture, cioè fare riforme, costa poco in termini di bilancio dello stato ma moltissimo in termini di bilanci elettorali e progettualità politica.

La domanda è: abbiamo impellenza di riforme o di centrali nucleari?

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