Legge sviluppo, una boccata di ossigeno

L’Italia rispetto ai paesi dell’Europa centro-settentrionale e rispetto alla media dell’area presenta una anomala struttura dimensionale delle imprese caratterizzata da un eccesso di piccole imprese e carente di quelle grandi. La nostra specializzazione produttiva è incentrata in settori di prodotti tradizionali a bassa tecnologia, ciò comporta una insufficiente domanda di manodopera qualificata.

In questo quadro il Governo vara la “legge sviluppo” che tra le altre cose contiene incentivi alle imprese e reti di imprese.

Gli incentivi alle imprese sono importantissimi ma poco possono  se mancano, come nel nostro Paese, le infrastrutture immateriali che favoriscono lo sviluppo delle imprese e del commercio (servizi collettivi, pubblica amministrazione, garanzia dei diritti e sistema giudiziario).

Mettere mano alle infrastrutture, cioè fare riforme, costa poco in termini di bilancio dello stato ma moltissimo in termini di bilanci elettorali e progettualità politica.

La domanda è: abbiamo impellenza di riforme o di centrali nucleari?

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Info su Gilberto Romboli

Laurea in Fisica alla Università di Bologna con una tesi teorica sullo studio delle dislocazioni di grandi masse, diploma MBA presso la Alma Graduate School. Mi occupo professionalmente e per passione di innovazione in tutte le sue coniugazioni.
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