Il padre di Eluana Englaro ha seguito la legge italiana, ha rispettato le regole della convivenza civile, ha scelto di battersi in Italia e non rifugiarsi nella vicina Svizzera per porre fine a quello che agli occhi di molti è un accanimento terapeutico.
Berlusconi ci è passato sopra, è passato sopra all’impegno civico che ha distinto il Sig. Englaro, ha confermato nel peggiore dei modi che la legge uguale per tutti non esiste. Esiste la legge del più forte.
Il caso Englaro non fa male solo alla convivenza civile del nostro Paese ma anche all’economia, conferma una volta di più che non si può far affidamento su regole certe.
In una democrazia pluralista fede e ragione operano su terreni diversi e prevedono cammini diversi per arrivare alle “verità”. Per i fedeli di qualsiasi religione vivere è conformarsi agli editti di Dio a prescindere dalle conseguenze. Basare la propria vita su impegni così inflessibili può essere sublime, basare la prassi politica su impegni del genere è pericoloso.
Oggi il nostro Paese è in questa disastrosa situazione.
Archivi
- aprile 2011
- marzo 2011
- gennaio 2011
- settembre 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- agosto 2009
- luglio 2009
- marzo 2009
- febbraio 2009
- dicembre 2008
- novembre 2008
- ottobre 2008
- settembre 2008
- luglio 2008
- maggio 2008
- aprile 2008
- marzo 2008
- febbraio 2008
- gennaio 2008
- dicembre 2007
- novembre 2007
- ottobre 2007
- settembre 2007
- agosto 2007
- luglio 2007
- giugno 2007
- maggio 2007
- aprile 2007