Il taglio del costo del denaro praticato dalla FED e il risvolto sulla finanza d’impresa
Dopo la decisione della FED di rendere quasi gratuito il dollaro quali saranno le conseguenze che ci possiamo aspettare in termini di finanza d’impresa e investimenti?
Prima di fare qualsiasi supposizione dobbiamo ragionare su quali sono le dinamiche dei tassi di remunerazione degli investimenti. Investire costerà di meno perchè diminuisce, negli USA, la soglia del tasso di rendimento interno e quindi il denaro si deprezzerà in modo molto minore. Questa dinamica aggrava lo stato depressivo solo nel caso in cui le imprese non dimostrino di essere in grado di remunerare adeguatamente (rispetto al rischio) i capitali investiti.
Se le imprese USA fossero scarsamente finanziarizzate e quindi radicate sulla bontà e sull’innovazione del prodotto, sulla capacità di mantenere margini operativi adeguati (e quindi disporre di una ottima gestione) anche in periodi di riduzione delle vendite (non scendere al di sotto del punto di pareggio) la scelta di Bernanke (accompagnata da investimenti pubblici) potrebbe essere corretta.
Questa la teoria. Nella pratica era l’unica scelta possibile, ci sono troppi buchi di liquidità e siamo in presenza di un processo deflattivo, pertanto è indispensabile che il denaro costi poco e se ne possa stampare tanto.
Per qualche valutazione su quanto sarà grande il disastro della economia finanziarizzata occorre attendere la chiusura dei bilanci delle banche ed istituti finanziari per avere una prima sommaria indicazione di quanti titoli si sono trasformati in spazzatura e a carico di chi sono.
Se la voragine sarà enormemente profonda non ci sarà più nessuna ricetta che tenga.