La Corte di Appello di Milano ha rigettato il ricorso presentato da Unicredit contro la multa Consob con queste sconfortanti parole:
“Unicredit non si è dotata di procedure interne idonee a garantire l’efficiente, ordinata e corretta prestazione del servizio di negoziazione di derivati” … In particolare tra marzo 2003 e luglio 2005 violando i propri doveri di intermediario Ubm non ha adottato procedure adeguate “a formare prodotti derivati Otc idonei a coprire i rischi degli operatori qualificati ai quali erano destinati. (…) E’ emerso che nonostante la dichiarata politica di gruppo contemplasse la vendita di prodotti derivati atti ad assicurare la copertura dei rischi finanziari, la procedura di controllo predisposta da Ubm era in sostanza finalizzata alla gestione del rischio di insolvibilità del cliente, assumendo perciò una valenza meramente speculativa: a fronte di un costo certo per il cliente si esponeva a nuovi rischi ….”
Tra i responsabili condannati il Dott. Alessandro Profumo e la Dott.ssa Paola Pierri. Le parole della Corte d’Appello mi hanno lasciato senza parole avendo accertato che Ubm si muovesse in modo non idoneo, né ordinato e neppure corretto.
La finanza esprime grandi professionalità? Mi assalgono molti dubbi.
PS
Paola Pierri, visto che ci conosciamo, mi scuserai, ma essere un manager di successo ha anche i costi relativi alle critiche quando queste sono corroborate da fatti.

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