Su Plus 24 (supplemento del Sole 24 ore) di sabato 6 dicembre 2008, si legge “Le banche avranno necessità di maggiori accantonamenti per le difficoltà dei prestiti ai privati e all’economia”.
Una politica economica e monetaria miope ha pensato unicamente a contenere la spesa pubblica (per la componente necessaria la benessere generale) favorendo un crescente e vessatorio travaso di risorse dalle famiglie alle banche che ha consentito il mantenimento di elevati consumi e investimenti a fronte di salari inadeguati.
La domanda aggregata si ridurrà a seguito dell’aumento della disoccupazione (dovuta alla crisi economica) e quindi ci troveremo difronte ad un drastico calo degli investimenti e dei consumi. Questa situazione farà il paio con delle banche che non concederanno più facilmente il credito, tendendo a limitare le erogazioni sopratutto alle piccole e medie imprese creando così una carenza di capitale circolante che porterà a significative difficoltà finanziarie.
Le piccole imprese, sopratutto nei settori maturi, costituiscono l’anello più debole sia dal punto di vista finanziario, sia per l’impatto che i licenziamenti produrranno sulle loro competenze distintive.
Diverse imprese medie e piccole sono seriamene candidate alla liquidazione, la disoccupazione sarà composta anche dalle migliaia di micro imprenditori.

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