Le banche italiane tradizionalmente legate all’attività di retail, si trovano ad affrontare la recessione del paese che pertanto influenzerà notevolmente la loro attività. Questa situazione sta provocando delle tensioni interne.
In UniCredit, Alessandro Profumo ha perso buona parte della sua credibilità dopo aver ammesso di aver sottovalutato l’impatto della crisi sulla sua banca,mentre in Intesa Sanpaolo è scoppiata una “guerra” tra Modiano e Passera su chi imputare le colpe per le difficoltà in cui si trova l’istituto.
La stretta creditizia che le banche italiane stanno attuando sul mondo delle imprese (che basano la loro cassa sul finanziamento bancario) è molto peggio delle elevate spese bancarie e lo scarso livello di servizio offerto. Questo è il motivo per cui il governo è preoccupato e si progetta di intervenire con un regime di sostegno.
Tratto dal Bolettino Ecomomico di ottobre 2008 della Banca d’Italia:
Le condizioni di offerta del credito bancario si irrigidiscono – Le banche italiane, secondo l’indagine sul credito bancario (Bank Lending Survey) relativa al secondo trimestre di quest’anno ed effettuata in luglio, hanno operato un ulteriore irrigidimento dei criteri adottati per l’erogazione dei prestiti alle imprese; nel comparto del credito alle famiglie, dopo quasi un biennio di allentamento, la restrizione già emersa sui mutui si è estesa al credito al consumo. Ulteriori restrizioni sono attese per la seconda metà dell’anno.
E’ falso dire che la crisi bancaria globale non tocca l’Italia, la stretta creditizia sarà il nostro principale guaio.
