Il Dott. Pietro Modiano (direttore generale di Intesa SanPaolo) è intervenuto, via teleconferenza, alla presentazione di CNA industria della provincia di Forlì Cesena.
Il Dott. Modiano ha tranquillizzato i presenti dicendo che le banche, da settembre 2008 a questa parte, non hanno operato una stretta creditizia concludendo che si guardano bene dal farlo nei prossimi mesi. La sua banca distinguerà tra azienda ed azienda esercitando al meglio la selezione per elevare la qualità del credito.
Anche Modiano ha parlato di solidità del sistema bancario italiano. Ci si potrebbe credere se negli anni le banche non si fossero esercitate ad operare furti (questa volta non legalizzati) quale l’anatocismo e non avessero proditoriamente rifilato ai loro clienti bond spazzatura quali quelli argentini, Parmalat, e nessuno, in Italia, leggesse il Financial Times.
Il FT del 21 novembre riporta un interessante articolo “State bail-out looms for Italian banks” dove si legge che: “le banche italiane avranno bisogno di un apporto di capitale di più di € 21bn per adeguare la loro forza finanziaria con i loro concorrenti europei …” ” Le Banche Italiane hanno scarsa esposizione ad investimenti “tossici”, ma il loro capitale è basso rispetto alle banche in paesi come la Germania e la Francia …”
” Le banche italiane hanno attualmente un rapporto core tier one inferiore al 7 per cento, e addirittura qualcuna di esse è inferiore al 5 per cento, mentre i loro concorrenti in Europa hanno rapporti core tier 1 superiore all’8 per cento.”
Provate ad indovinate su chi si scaricherà la capitalizzazione degli istituti di credito.
Essendo questa la situazione le cose dette da Modiano non sono credibili ma si sa, in Italia, la credibilità è un valore che nessuno richiede.