Guardateli bene, questi signori che oggi cercano una medicina per la colossale crisi sono gli stessi che hanno consentito che accadesse.
Vi affidereste ad un medico che negli ultimi 10 anni ha sbagliato (a proposito) diagnosi e cure?
Il sistema economico internazionale vive una delle numerose crisi ricorrenti, considerate inattese e sorprendenti da chi non ha voglia e la volontà di cercare nei tempi passati la memoria delle tante crisi finanziarie, strutturali, allocative e trarne l’insegnamento per prevenirle o almeno limitarne i danni.
Le crisi finanziarie sono create, sovente, dall’ignoranza degli uomini che lungi dal dimostrare capacità analitiche e politiche s’intestardiscono nella difesa dogmatica di teorie di dubbia validità scientifica senza valutazione dei costi e dei benefici delle politiche adottate.
Spesso le crisi si prestano a diventare strumenti, non sempre inconsci, per coloro che predicono lacrime e sangue per i deboli difendendo i privilegi dei forti dimenticando che l’equità è il cardine per la risoluzione delle problematiche in quanto capace di infondere la fiducia della maggioranza verso il prossimo futuro.
Anche il G20 non si è smentito, propone misure fiscali, senza aggiungere altro. Tutti abbiamo pensato ad una diminuzione generalizzata, bisogna capire chi saranno i maggiori beneficiari di questi sconti e quali parti del corpo lascerà scoperta una coperta già molto corta.
La cosa preoccupante è che anche il G20 si muove spannometricamente per tentativi fornendo ricette prive di prospettive.
Paradossalmente si chiede ai deboli di essere grati ai tanti medici premurosi che annunciano la cura fornendo sempre ricette di restrizioni a scapito dello sviluppo e dell’ocupazione (vedi dichiarazioni di Gordn Brown nello stesso G 20) come se sviluppo e occupazione fossero privilegi da combattere.
