L’Italia da più di un decennio retrocede in tutte le classifiche economiche che la paragonano agli altri paesi europei. In queste classifiche si perde terreno costantemente sia per la diminuzione della capacità di produrre ricchezza sia per lo scadimento sociale. Il Paese è destinato al declino. L’Italia è incentrata su produzioni a basso contenuto tecnologico e quindi basso margine di contribuzione, le imprese italiane non hanno bisogno di personale con un elevato grado di istruzione. Un cane che si morde la coda. Un Paese che non offre futuro per i propri ragazzi. Il sistema Paese ha indisponibilità di risorse umane, culturali e sociali necessarie per evitare il declino. Il consumo interno è costantemente in diminuzione e la tendenza si accentuerà nei prossimi dieci anni (vedi Economic Forecast Autumn 2008 European Commission). Rimarranno alcune eccellenze ma solo per la ragione dei grandi numeri. Siamo 60 milioni, tra questi nasce tutti gli anni qualcuno che riesce a fare molto di buono.
Credo che sia opportuno iniziare a cogliere le opportunità che offre l’est Europa dove, come mostra la tabella, le previsioni del PIL sono positive.
