Il rigetto dei mercati finanziari costituirebbe la soluzione radicale difronte al funzionamento odierno dei mercati di borsa.
E’ tempo che gli economisti non si limitino ad analizzare a posteriori il susseguirsi di crolli sconvolgenti ma si dissocino a priori documentando i costi sociali del mercato borsistico finanziario.
Come accade di frequente, le buone intenzioni sono smentite dai fatti. Ma in questa crisi pesantissima di tutto si parla meno che di buone intenzioni cioè di regole per il controllo delle banche e per la gestione dei mercati.
Si ha l’impressione che i governi, anche in questa occasione, si muovano sotto dettatura degli oligopoli finanziari.