Quando un direttore di un quotidiano con un sedicente “discreto peso politico” invece di guardare la luna guarda il dito che la indica compie un furto alla credibilità del proprio giornale.
Nell’articolo di fondo del 3 maggio 2008 Sansonetti si scaglia contro coloro i quali guadagnano moltissimo. E’ come se incolpassimo il costruttore dell’auto coinvolta in un grave incidente invece del conducente che l’ha provocato. È una cosa sciocca, esattamente come le cose che scrive Piero Sansonetti.
Il problema non è in chi guadagna, ma se chi guadagna ha pagato fino all’ultimo euro di imposte. Il problema è che chi guadagna molto deve essere chiamato a sostenere i più deboli, il problema è che ci deve essere giustizia, equità, ridistribuzione e possibilità di guadagno per tutti.
Il Direttore mostra una smaccata coda di paglia (che non le fa onere) quando tenta di screditare Beppe Grillo nella vicenda della delle dichiarazioni dei redditi sul web e lo indica quale percettore di lauti guadagni dimenticando che Grillo se li è autonomamente guadagnati, biglietto di ingresso su biglietto di ingresso, mentre non così si può dire per Liberazione.
Gentile Sansonetti, se Lei, che della sinistra rappresenta un intellettuale, è fermo a Proudhon, non è un caso che la sinistra non sia votata.
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