Coloro che si dicono liberisti partono dall’ aspettativa ottimistica che la coincidenza dell’interesse individuale e di quello sociale si realizzi spontaneamente.
Purtroppo, e dolorosamente per colo i quali ne hanno subito le conseguenze, questa aspettativa è andata palesemente delusa.
La funzione peculiare della funzione dello Stato consiste nell’assicurare che l’obiettivo di guadagno del privato imprenditore venga conseguito non a scapito ma congiuntamente all’obiettivo sociale del benessere della collettività.
Perciò diverse cose che Salvatore Carruba sostiene nel suo “accattivante” articolo di fondo sul Sole 24 Ore di domenica 9 marzo, appaiono esagerate semplificazioni e luoghi comuni.
Carruba sostiene necessario “…allargare l’area di autonomia, di libertà e di responsabilità nel rapporto tra cittadino e Stato.”
Carruba è un chiaro esempio di come il “liberismo” contemporaneo abbia scelto di basarsi su fondamenta filosofiche, anziché una ricognizione realistica del funzionamento odierno del mercato. La libertà di scegliere come bene in sé l’eliminazione di “regolamentazioni” considerate per loro essenza improduttive dell’iniziativa individuale, la stabilità intrinseca attribuita al settore privato dell’economia sono state supinamente riproposte nel suo articolo.
Gentile Carruba, la realtà è molto più complessa di come lei l’ha colta, i processi indolori non si addicono all’economia: chi pagherà i costi degli obiettivi che lei propone sarà, come al solito, la parte più debole del Paese.
Si otterrà il risultato di portare l’Italia sempre più verso un ulteriore e progressivo impoverimento dei propri cittadini e rarefazione delle opportunità di crescita economica.
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Vero. Se non chè gli aspetti che vengono colti a oggi del liberismo, spesso sono fatti coincidere con “certi” aspetti del neo-liberismo. Non devo certo dirlo io, ma come lo statalismo possiede quasi infinite sfumature, così anche il liberismo. Negli ultimi trent’anni ha prevalso una sua, singola, anima. Nera, naturalmente. Ve ne sono altre: pensa alle elezioni americane prossime venture: chiunque vinca (pure i Repubblicani!) sarà comunque un guadagno, perchè finalmente, dopo tanto tempo, quell’anima estrema, risulta minoritaria. Su Repubblica di oggi, Rifkin tende a sottolineare la cialtroneria di Bush figlio. Non la racconta tutta: quella di Bush (e della sua amministrazione, think tank, opinion leader, chicago boys, etc.) è puro liberismo estremo. Ma non facciamo di ogni erba un fascio: come il più criminale comunismo andrebbe processato, così anche dovrebbe toccare all’altrettanto criminale ultra-liberismo, ma non certo al Nuovo Corso di antica memoria. Stai bene e grazie della riflessione. Cyrano.
Grazie a te per il commento.
Le visite di uno scrittore mi gratificano!
Che certo ultra-liberismo sia criminale è una tesi che condivido.
Approfondiremo.
A presto.