PIL: scarsa rappresentatività?

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è la misura più comune della ricchezza prodotta da un paese.
Il PIL viene utilizzato per confrontare il successo relativo di due economie.
Ma quanto rappresentativo è il dato?
Per esempio il PIL non tiene conto della economia sommersa, del valore prodotto a titolo gratuito ( lavori domestici quali: assistenza ai bambini, pasti, lavori domestici, assistenza agli anziani, ecc…) e non misura gli investimenti intangibili, ovvero l’accumulazione di conoscenze che serviranno domani per accrescere la produttività e non ancora oggi incorporata in qualcosa di misurabile.
Se incorporiamo questi fattori come si modifica il paragone dell’Italia con gli altri paesi?

Share and Enjoy:
  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • LinkedIn
  • Live
  • oknotizie
  • Wikio
  • segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • technotizie
  • TwitThis

Info su Gilberto Romboli

Laurea in Fisica alla Università di Bologna con una tesi teorica sullo studio delle dislocazioni di grandi masse, diploma MBA presso la Alma Graduate School. Mi occupo professionalmente e per passione di innovazione in tutte le sue coniugazioni.
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri. Contrassegna il permalink.

4 risposte a PIL: scarsa rappresentatività?

  1. Romeo scrive:

    Effettivamente, Gilberto, si dovrebbe iniziare a guardare al FIL (Felicità Interna Lorda) che invece tiene conto di molto di quello che tu suggerisci.

    Purtroppo finchè guarderemo solo al PIL la nostra Società sarà solo e sempre più egoista e arrivista… ma diffondere il concetto del FIL è dura, quasi impossibile … ma noi sappiamo bene come farlo … GAS!!!

    Saluti radiosi

  2. admin scrive:

    Non conoscevo questo indice.
    Certo che la misura della felicità deve comportare diversi problemi di attendibilità.
    Sarei “felice” di vedere calcolato il FIL almeno per il paese in cui abito.
    Grazie Romeo.

  3. Ziotalvin scrive:

    Guardala da un altro punto di vista; il Pil tiene in considerazione valori misurabili, i prezzi effettivamente pagati al consumo.
    Inserire l’economia sommersa nel calcolo sarebbe un modo per distorcere il suo valore a piacimento… Immagina lo scenario, anno 2034:

    “virus letale colpisce solo gli ultrasettantenni. Secondo stime UE il PIL italiano sarà trascinato al ribasso dal crollo dei prezzi sulle prestazioni di assistenza agli anziani. Esulta L’INPS.”

    “Deciso. Nella prossima finanziaria sarà approvato il provvedimento che riconosce un valore al tempo utilizzato per portare a spasso il proprio cucciolo domestico preferito. Qualcuno lo deve pur fare! Saranno conteggiati nel PIL le passeggiate dei proprietari di: cani e gatti.

    “Italia esce dalla recessione. Ricominciamo a crescere. Miracolo! Dalla finanziaria del 2037 saranno conteggiati anche: criceti, cavalli, pesci rossi.”.

    “Stime del PIL 2038 in crescita. Dopo vani tentativi di far riconoscere il proprio lavoro nel PIL, una rappresentante del movimento per le donne che si fanno la tinta a casa senza andare dal parrucchiere, si è incatenata ad una colonna del ministero del lavoro, si è cosparsa di benzina e si è data fuoco. Esulta Vespa.”

  4. admin scrive:

    Certo che se il PIL sommerso, soprattutto quello prodotto dalle cosche mafiose, emergesse vivremmo in uno stato più democratico e pagheremmo tutti sensibilmente meno tasse!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>