Parola creativa e il tempo

Il racconto che la Torah fa della creazione colpisce il lettore attento fornendo numerosi spunti di riflessione.
Il primo giorno, “Dio disse: Sia luce. E luce fu.” La parola è creatrice, Dio crea con la parola.
Nulla può dirsi di quanto è prima della parola, prima di allora nell’ordine della creazione c’è solo “informe e vuoto”.
Il quarto giorno “Dio disse: Siano luminari nella distesa del cielo per far distinzione fra giorno e notte. (…) Funzionino come luminari nella distesa del cielo per far luce sulla terra.”
Ma la luce non era stata creata il primo giorno? Che cosa sono queste due diverse luci?
Essendo la luce il fondamento del tempo (luce costante universale) nella Torah si creano due differenti tipi di “tempo” somiglianti al chronos e aion del greco classico?
Non ci viene detto.
La parola ebraica Bereshit con cui inizia il racconto bibblico si traduce “in principio” che sta a significare come la creazione non rappresenta una realtà del tutto completa.
L’uomo quindi ha in comune con Dio la possibilità di parlare e quindi di creare, completando così l’opera creatrice divina.

Potenza estrema della parola.

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Info su Gilberto Romboli

Laurea in Fisica alla Università di Bologna con una tesi teorica sullo studio delle dislocazioni di grandi masse, diploma MBA presso la Alma Graduate School. Mi occupo professionalmente e per passione di innovazione in tutte le sue coniugazioni.
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