In questo ultimo anno mi sono impegnato nello sviluppo di una start up high tech che vede la partecipazione societaria di ricercatori della II Facoltà di Ingegneria di Bologna (www.sortron.com) e nell’operazione di acquisizione da parte di un fondo di investimento di una società che produce dispositivi medici impiantabili molto innovativi.
Tutte e due le operazioni si stanno rivelando molto interessanti e procedono verso il successo.
Fare impresa, ma sopratutto occuparsi di imprese high tech, è una avventura anche umana molto aricchente. Una serie di muri da scalare senza fine!
In questo mi viene in aiuto una poesia di Raffaele Crovi che appena ho letto ho dovuto rileggere e che ancora leggo.
Lo sai, lo so, / siamo tutti costretti a constatare / che ogni giorno si scala un muro, / ma, vinta la gara, / c’è un altro muro che impedisce / alla vista di spaziare / su un rettilineo facile.
Ciononostante, guidato / dalla tua gentile ironia, / che mi rende indocile, / io mi preparo a saltare / con te il nuovo ostacolo, / appena distratto / dal miracolo / del ciao di un bambino / o dalla corsa / di un gatto.
Per stare al sicuro, / senza affidarci ad un oracolo, / noi rispettiamo il patto / di continuare la corsa: / sappiamo che l’affanno / del fare e disfare / allena cuore e mente / al mestiere di sperare.
(Raffaele Crovi “La vita sopravvissuta” Eiunaudi 2007)