No knowledge no future
Innovare vuol dire cambiare e come ogni cambiamento implica incertezza, disagio, difficoltà e quindi rischio.
Solo chi ha una visione strategica a lungo termine in cui crede è in grado di rischiare e quindi intraprendere percorsi nuovi.
Introdurre innovazioni radicali nei prodotti e nei processi è una pratica abbastanza rara.
Si preferisce sempre migliorare in modo incrementale.
Se questo approccio poteva valere ancora un quarto di secolo fa, quando i mercati erano chiusi e protetti con ogni tipo di barriera, oggi non è più valido. Il rischio è quello di correre dietro ad una lepre senza mai raggiungerla.
L’innovazione, invocata da tutti ma praticata ancora da pochi, può aiutarci a trovare la soluzione a condizione che si tratti di innovazione radicale.
Più lucido e chiaro di così Ezio Andreta (Presidente Apre) non poteva essere.
Io non conosco questo Ezio Andreta ma penso che la resistenza al cambiamento sia insita nella natura umana di ognuno di noi.
La nostra stessa vita è una resistenza al cambiamento vinta dai nostri genitori. Anche noi come figli accettiamo un visione strategica a lungo termine quando decidiamo di mettere al mondo dei figli.
So che questo è un blog molto tecnico e specialistico e chiedo scusa fin da ora di questo intervento ma a volte mi sembra incredibile riscontrare come la nostra stessa esistenza ci insegni che, in fondo, chi non risica … non rosica!!!
Saluti radiosi
Caro Romeo,
hai colto esattamente il problema. Complimenti.
L’uomo è programmato per le certezze e la stabilità. Rifuggiamo l’instabilità e l’incertezza; così è fatto l’uomo.
Credo che però dovremmo imparare che l’incertezza è foriera di gratificazioni, essere innovatori e pronti al cambiamento è lo standard per capire e vivere pienamente nell’attuale “nostro” Pianeta.