Ikea lancia un messaggio accattivante … al ristorante, al bar e al Bistrot ti vogliamo bene.
Nei ristoranti della propria catena Ikea ha fatto una scelta: servire alimenti salutari nel rispetto dell’ambiente e di chi li produce.
Sono stati eliminati gli ingredienti OGM, i grassi idrogenati e i glutammati. I salmoni provengono da allevamenti sostenibili (Salmon Dialogue) e i prodotti a base di pesce non provengono da specie minacciate di estinzione secondo le direttive elaborate dal WWF.
Nell’ultimo anno per i punti di ristoro della catena sono stati acquistati più di 1.500 tonnellate di prodotti biologici, a partire dal pane, dal latte e dallo zucchero. Il caffè è prodotto secondo le condizioni responsabili dal punto di vista sociale ed ambientale.
In tutti i ristoranti si sta eliminando la plastica ed è attiva la raccolta differenziata.
Sempre nell’opuscolo del ristorante Ikea si legge: L’alimentazione vegetariana e vegana rispetta maggiormente gli animali e favorisce iniziative che preservano e mantengono l’ambiente; basti pensare che per la produzione di un chilo di carne si utilizzano fino a trenta chili di vegetali, con un elevato consumo di risorse naturali.
Insomma, Mr. Ikea sta facendo scuola oltre che affari.
Le ultime notizie che leggo sulla stampa relativamente alle innovazioni tecnologiche fanno emergere attività che si concentrano nell’energia alternativa e nel settore della biotecnologie per nuove medicine e tecniche di riparazione di organi.
Queste attività sono molto promettenti e alcune di esse sembrano costituire delle killer application, ma tutte loro si contraddistinguono da un importante fabbisogno finanziario.
Per esempio il sistema per la produzione di energia della Bloom Energy ha richiesto, fino ad ora, investimenti per 400 milioni di dollari. Il sistema della BE offre molte speranze, non solo agli investitori, e risolverebbe molti problemi ambientali producendo energia puntualmente e senza emettere inquinanti.
Non è più tempo per le scoperte e le innovazioni fatte nel garage di casa?
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on 18 febbraio 2010, 23:56,
by Gilberto Romboli,
under Senza categoria.
“Mi rendo conto che per ogni storia di successo, ci sono altre storie, di uomini e donne che si svegliano con l’angoscia di non sapere da dove gli verrà il loro prossimo stipendio; che inviano, settimana dopo settimana il loro curriculum senza avere alcuna risposta. Questo è il motivo che fa del lavoro il nostro obiettivo principale, quello su cui, nel 2010, dobbiamo concentrarci.”
Il Presidente Obama
“I realize that for every success story, there are other stories, of men and women who wake up with the anguish of not knowing where their next paycheck will come from; who send out resumes week after week and hear nothing in response. That is why jobs must be our number one focus in 2010.” — President Obama
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on 17 febbraio 2010, 23:18,
by Gilberto Romboli,
under Senza categoria.
Negli Stati Uniti la perdita di posti di lavoro sembra terminata, nel febbraio 2009 si perdevano più di 700.000 posti di lavoro, oggi l’emorragia si è fermata.
Il Presidente Barack Obama ha impegnato 787 miliardi di dollari, tanto, ma ha dimostrato tanto coraggio per scelte che sono andate nella direzione giusta.
The American Recovery and Reinvestment Act, i 787 miliardi sono stati impiegati per:
Cut taxes for 95 percent of working families through the Making Work Pay tax credit
Cut taxes for small businesses
Provided loans to over 42,000 small businesses
Funded over 12,500 transportation construction projects nationwide, ranging from highway construction to airport improvement projects
Made multi-billion dollar investments in innovation, science and technology that are laying the foundation for our 21st century economy
Provided critical relief for state governments facing record budget shortfalls, including help to prevent cuts to Medicaid and creating or saving over 300,000 education jobs
Il Presidente G W Bush spese 700 miliardi per salvare le banche.
Se si guarda il grafico i soldi spesi da Barack Obama sono stati più efficaci.
Pochi tra coloro che si occupano di economia e pochissimi fra coloro si occupano di impresa si sono mai immaginati di mettere in dubbio l’importanza e la centralità della produttività del lavoro utilizzata per esprimere le capacità manageriali ed il progresso.
Oramai la produttività del lavoro ha l’aspetto di un concetto dogmatico e sottende all’idea che i risultati economici dipendono principalmente da come viene organizzato il lavoro e da quali strumenti vengono offerti per semplificarlo e per ridurne i costi.
Noi che ci occupiamo di sviluppo sostenibile sappiamo che la produttività del lavoro non è l’unico parametro con cui misurarsi ma riteniamo centrale incidere su due ulteriori fattori: la produttività delle risorse e quella della creatività.
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on 11 febbraio 2010, 20:47,
by Gilberto Romboli,
under Senza categoria.
Chi ritiene che l’allarme lanciato dagli scienziati sul riscaldamento globale e il depauperamento delle risorse ambientali sia appunto solo un allarme ha invece una fede incrollabile nella scienza tanto da ritenere che la ricerca risolverà brillantemente i problemi ecologici senza dover cambiare nulla del nostro attuale modello economico e di business.
Il paradosso è che non ritengono degni di fede i ricercatori quando parlano di disastro ambientale mentre nutrono una fede incrollabile nello sviluppo della scienza tanto da pensare che troverà soluzioni al problema ecologico.
Oggi Pietro Ichino sul Corriere della Sera pubblica una Lettera sul lavoro in cui solleva per l’ennesima volta il problema del lavoro nel nostro Paese.
La principale innovazione del capitalismo moderno fu la trasformazione in merce non degli uomini, come era nello schiavismo e nella servitù della gleba, ma del loro lavoro estratto da essi e venduto sul mercato dove può essere utilizzato razionalmente ricavandone surplus (Giorgio Ruffolo “Il capitalismo ha i secoli contati”).
Il problema principale di tutti i modelli economici è la piena occupazione.
Non è possibile tendere ad una qualsiasi economia sostenibile senza prevedere forme alternative di gestione del rapporto del lavoro rispetto all’attuale.
E’ il profitto che genera lavoro, ma è il meccanismo con cui viene prodotto il profitto che porta alla disoccupazione al di la del profitto generato.
Il Presidente Barack Obama promuove una nuova legge per il sostegno delle piccole imprese così da sostenere il futuro dell’economia Americana. La proposta che sarà portata al Senato nelle prossime settimane prevede di destinare 30 miliardi di dollari alle piccole imprese (NB non si parla nè di grandi nè di medie imprese) destinati originariamente dal piano TARP al sostegno di Wall Street!
Che cosa faranno con questi 30 miliardi di dollari? Sosteranno le piccole imprese che creano lavoro incentivando le assunzioni, finanzieranno il credito tramite le piccole banche locali, offriranno credito di imposta per le plusvalenze investite, metteranno a disposizione del credito tramite la SBA, chiedendo la presentazione di business plan …
Lo sviluppo e l’innovazione passa attraverso la nascita di piccole imprese.
I believe a key part of that foundation is America’s small businesses – the places where most new jobs begin.
These companies represent the essence of the American spirit – the promise that anyone can succeed in this country if you have a good idea and the determination to see it through. And every once in awhile, these ideas don’t just lead to a new business and new jobs, but a new American product that forever changes the world. After all, Hewlett Packard began in a garage. Google began as a simple research project.
Government can’t create these businesses, but it can give entrepreneurs the support they need to open their doors, expand, or hire more workers.
Mr. Ray Anderson è un imprenditore di successo, la sua azienda è leader nel mercato mondiale nella produzione e vendita di moquette.
Circa 15 anni fa Ray ha iniziato la conversione della sua azienda, da intensa consumatrice di petrolio ed energia, in una impresa a basso impatto ambientale (tendente a zero) e quindi a sviluppo sostenibile.
Ray dice, se l’ho potuto fare io, che ho un prodotto ad intenso uso di petrolio, lo possono fare tutti!
Nel suo intervento al TED afferma spietatamente: “… le imprese ed il business sono tra i maggiori responsabili del declino della biosfera” il suo esempio dimostra che è possibile per ogni impresa andare verso una economia sostenibile prendendo dalla terra solo ciò che può essere rinnovato naturalmente e rapidamente.
Il passaggio ad un modo sostenibile di fare impresa è stato possibile grazie all’impiego tecnologie innovative ma soprattutto ad una mentalità aperta e positiva.
Ray ha fatto della sostenibilità un business, un orgoglio per se stesso e per gli uomini che lavorano con lui.
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on 2 febbraio 2010, 15:55,
by Gilberto Romboli,
under economia.
Il Presidente Barack Obama si prepara a dare una spallata all’economia americana, si tratta di quello che lui stesso ha chiamato “Piano Volcker “. Paul Volcker è un suo consigliere economico.
Chi è interessato a quanto ha detto il Presidente può guardare il filmato della conferenza stampa.
Da parte mia vorrei far notare una frase pronunciata dal Presidente che è la chiave di volta del modello economico che soppianterà quello odierno:
“The American people will not be served by a financial system that comprises just a few massive firms. That’s not good for consumers; it’s not good for the economy. And through this policy, that is an outcome we will avoid.”
Essere in balia di poche imprese di massa non va bene per i consumatori e per l’economia.
Ritengo che questo principio sia applicabile non solo alle imprese finanziarie, quelle a cui si riferiva Barack Obama, ma anche alle super multinazionali che oggi impongono gli stili di vita e impediscono maggiori opportunità per tutti noi.
Attenzione: si tratta di una rivoluzione che mina l’attuale sistema.